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Attualità | 25 maggio 2020, 13:02

“Dallo scoramento totale ad un cauto ottimismo”: Cônitours segnala il ritorno dei turisti in montagna, con prenotazioni da luglio che arrivano anche dall'estero

Richieste da Liguria e pianura piemontese, ma anche dalla Costa Azzurra. E a settembre arrivano tedeschi, svizzeri e olandesi interessati al discorso dell'outdoor. Già riprese a pieno ritmo le prenotazioni per l'Alta Via del Sale Limone-Monesi che dovrebbe aprire il 20 di giugno. Il presidente Beppe Carlevaris: “Credo proprio che luglio, agosto e settembre per la montagna segneranno una buona stagione”

“Dallo scoramento totale ad un cauto ottimismo”: Cônitours segnala il ritorno dei turisti in montagna, con prenotazioni da luglio che arrivano anche dall'estero

Aria fresca ed evasione. Dopo due mesi e mezzo di lockdown è di questo che abbiamo bisogno. Lo ha dimostrato la grandissima affluenza di turisti accorsi nelle nostre montagne nell'ultimo week-end.

E, in prospettiva di lungo periodo, lo attestano anche le prenotazioni estive che stanno crescendo. Lo conferma il presidente di Cônitours Beppe Carlevaris: “Nell'arco di 7/15 giorni siamo passati dallo scoramento totale ad un cauto ottimismo. Effettivamente gli alberghi stanno ricevendo di nuovo molte prenotazioni. Non tanto dal mese di giugno, quanto da luglio in avanti. Credo proprio che luglio, agosto e settembre per la montagna segneranno una buona stagione”.

Cônitours è il Consorzio di Operatori Turistici della Provincia di Cuneo che opera da oltre 30 anni sul territorio dell'Atl del Cuneese ed è operativo in ambito Confcommercio.

Chi è il turista tipo che seglie di tornare nelle nostre montagna?

“Famiglie di liguri, poi i piemontesi di pianura e città. C'è anche qualche lombardo ma soprattutto si sta muovendo la Costa Azzura e anche i francesi più lontani, soprattutto per i mesi di luglio e agosto. Per settembre invece ci sono già tedeschi, svizzeri e olandesi interessati al discorso dell'outdoor. Se l'italiano viene in montagna e predilige la villeggiatura ridotta di 15 giorni, dal Nord Europa vengono per l'outdoor. Ad esempio sono riprese a pieno ritmo le prenotazioni per la Via del Sale Limone-Monesi che dovrebbe aprire il 20 di giugno. In questo momento si sta provvedendo allo sgombero neve cui seguiranno eventuali lavori di ripristino della strada. Come detto, per luglio e agosto le richieste arrivano da turisti di prossimità mentre settembre è il mese prediletto dagli stranieri del Nord Europa”.


Fa piacere sapere che i turisti stranieri non hanno timore di tornare in Italia.

“Gli stranieri sono molto più informati di noi. Sanno che la provincia di Cuneo, e soprattutto la montagna, è stata colpita parzialmente dal Coronavirus. Ovviamente le persone si accertano che le condizioni sanitarie e di sicurezza siano rispettate”.

In che modo gli operatori turistici garantiscono la sicurezza?

“I nostri consorziati Cônitours da inizio aprile stanno seguendo un percorso di accompagnamento e consulenza gratuita in questo senso. Hanno a disposizione un consulente, conoscono a menadito i protocolli e i documenti di valutazione dei rischi.

La categoria della ricettività applicherà protocolli e procedure ben definite con sanificazione periodica ad ogni cambio cliente, e ogni 2/3 ore per bagni e servizi igienici. È importante dotarsi di apparecchiature e ionizzatori per un corretto sistema di sanificazione degli ambienti comuni.

Se all'inizio gli operatori erano un po' preoccupati ora si stanno convincendo che alla fine tutto si può fare. Alberghi, bed & breakfast, hotel e altre categorie come bar e ristoranti hanno preso atto che ci saranno limitazioni ma che tutto è gestibile anche perché in montagna generalmente gli spazi sono più ampi e consentono il distanziamento. Stiamo lavorando anche sul discorso delle spa: in questo settore legato al benessere c'è ancora un'area di incertezza perché il contatto fisico tra operatore e cliente è diretto, ma ci stiamo equiparando al discorso di estetisti e parrucchieri. Stiamo in stand by una settimana, ma crediamo di poter ripartire anche lì.

L'unica criticità resta quella del buffet, soprattutto a colazione. Qui c'è ancora una zona d'ombra. Sparirà il sistema del servizio fai da te che deve essere per forza sostituito con il servizio al tavolo”.

Sono aumentate anche le richieste per le seconde case in montagna?

“Sì. Anche in questo settore abbiamo riscontrato un aumento di richieste. Le seconde case saranno le più usufruite sia per i proprietari che dai loro amici, perché viste come ambienti protetti. Anche se i nostri hotel di montagna sono medio piccoli.

In questo senso vorrei fare un appello per gli affitti di alloggi stagionali o settimanali: è importante che vengano rispettate alla lettera le procedure sulla registrazione dei clienti e sulla sanificazione.

Non dobbiamo cullarci nel concetto di 'località di montagna covid-free' con troppo senso di sicurezza. Facciamo attenzione perchè bastano una o due persone contagiate e poi crolla tutto. Stiamo lavorando in un sistema ma tutti devono fare la loro parte: operatori, affittuari e turisti. Serve buonsenso e impegno da parte di tutti e sono sicuro che ce la faremo”.

redazione

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