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Attualità | 26 maggio 2020, 15:56

Intesa Sanpaolo - Ubi Banca, Messina: "Un'operazione con una valenza strategica"

Resta di grande attualità l'Offerta Pubblica di scambio che, nelle intenzioni di chi la propone, porterà benefici anche ai territori storicamente legati a Ubi

Intesa Sanpaolo - Ubi Banca, Messina: "Un'operazione con una valenza strategica"

"Un'operazione con valenza strategica", che Intesa Sanpaolo ha tutte le intenzioni di "portare a termine". Sono ormai mesi che la grande operazione per il "matrimonio" con Ubi Banca è sul tavolo, nel mondo finanziario piemontese e italiano. E le parole pronunciate nei giorni scorsi dal ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, hanno voluto ribadirlo ulteriormente.

In questo periodo sono stati peraltro ribaditi più volte, da parte degli uffici del Grattacielo di corso Inghilterra, tutti i risvolti positivi che l'operazione porterebbe con sé. A cominciare dagli stessi azionisti Ubi che così diventerebbero azionisti di un gruppo bancario italiano di dimensione europea patrimonialmente solido, capace di creare valore, con una redditività ai vertici del settore bancario, un basso profilo di rischio, una solida patrimonializzazione e un modello di business resiliente e ben diversificato. 

Tra gli altri punti di forza esposti in queste settimane compare anche "la capacità di Intesa Sanpaolo negli anni di raggiungere tutti i suoi obiettivi in termini di creazione di valore e distribuzione di dividendi ai propri azionisti, pur mantenendo al tempo stesso una elevata qualità degli attivi e una robusta posizione di capitale". Intesa Sanpaolo ha poi storicamente espresso una redditività superiore e ha pagato dividendi in misura maggiore rispetto a UBI e garantisce elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati: negli ultimi anni è stata capace di ridurne l’ammontare di circa il 50% senza alcun onere per gli azionisti continuando a garantire utili e dividendi in costante e progressiva crescita. Ubi d’altro canto presenta livelli di copertura dei crediti deteriorati inferiori rispetto alle principali banche italiane e non ha effettuato rettifiche sul portafoglio crediti di rilievo in relazione allo scenario Covid-19. Proprio di recente, anche alla luce del nuovo contesto generale, l’agenzia di rating Fitch ha ridotto il giudizio a “speculative grade”. Per contro, l’outlook positivo che Fitch conferma per il futuro di UBI Banca dipende proprio dalla possibilità di successo dell’operazione con Intesa Sanpaolo, in relazione alla quale l’agenzia sottolinea i chiari benefici che UBI Banca trarrebbe entrando a far parte di un gruppo con un rating migliore, più solido e forte. 

Ancora nei giorni scorsi, Intesa Sanpaolo ha spiegato che "il razionale dell’OPS è di consolidare ulteriormente la propria leadership nel settore bancario italiano, dove opera con successo in tutti i segmenti di clientela". Nei prossimi anni, in prospettiva, il settore bancario e finanziario sarà caratterizzato da un consolidamento nel quale i principali operatori potranno essere campioni sia europei che extra-europei. "È interesse di Intesa Sanpaolo raggiungere dimensioni che le consentano di competere autonomamente e svolgere un ruolo proattivo nel panorama bancario europeo, tramite aggregazione con altro operatore che abbia caratteristiche simili".

Nel pianificare l'operazione, inoltre, Intesa Sanpaolo non ha trascurato le ricadute di valore che l'unione potrebbe avere per il territorio di riferimento di Ubi: i clienti, la comunità e le persone del Gruppo. Dalla creazione di 4 nuove direzioni regionali a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, e di un centro di eccellenza a Pavia per l’agricoltura ai 10 miliardi di ulteriori erogazioni di credito all’anno nel triennio 2021-2023, senza nessuna riduzione del credito concesso ai clienti comuni. E poi iniziative ad-hoc ed accordi con gli enti e le fondazioni territoriali a beneficio delle comunità e, dal punto di vista occupazionale, assunzioni di 2.500 giovani e iniziative volte alla valorizzazione del personale di UBI.

Ancora Messina ha confermato l'intenzione di "continuare in un atteggiamento di dialogo e apertura, per raccogliere suggerimenti da imprenditori e fondazioni azioniste di Ubi, affinché insieme si dia vita ad un gruppo ancora più forte". "Siamo convinti di aver promosso un'operazione  con una valenza strategica, e un grande significato per il sistema bancario italiano ed europeo, tanto da essere convinti di portarla a termine anche con adesione pari al 50% più un'azione".

Redazione

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