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Attualità | 26 maggio 2020, 12:42

Così Cherasco guarda alla ripartenza, Davico: "Al lavoro per rimodulare la nostra offerta su turismo e cultura" (FOTO E VIDEO)

Parla il primo cittadino: "Tre mesi fa rischiammo di essere il primo focolaio del Piemonte: anche grazie a quello shock siamo riusciti a contenere i contagi. Tre i residenti ad oggi ancora positivi. Da reinventare un comparto ricettivo da 40mila pernottamenti l’anno"

Il sindaco cheraschese Carlo Davico (fotoservizio Barbara Guazzone)

Il sindaco cheraschese Carlo Davico (fotoservizio Barbara Guazzone)

Continua da Cherasco, dopo Alba e Bra uno dei principali centri del territorio, il nostro viaggio tra i municipi di Langhe e Roero alle prese con le quotidiane criticità imposte dall’emergenza Covid e con le iniziative da prendere per favorire la ripartenza.

Ne parliamo col sindaco Carlo Davico, il cui racconto inizia dalla convulsa giornata di domenica 23 febbraio, quando, avvisato dal governatore Cirio, dovette correre all’Unità di Crisi appena allestita in corso Marche a Torino per gestire il caso di tre suoi concittadini di origine cinese da poco rientrati in paese dal loro Paese di origine. Residenti che sembravano rientrare tra i primi casi di contagio dell’intera regione. 


Cherasco in quelle ore era il focolaio del Piemonte, ma fortunatamente quell’emergenza rientrò subito. La sera stessa, a un secondo test, e poi ai successivi, i tre risultarono negativi al tampone.


"Quello shock iniziale – racconta oggi il sindaco – alla fine fu forse un fatto positivo per la nostra città. Da subito adottammo misure di sicurezza molto stringenti, impegnandoci anche a distribuire mascherine a tutte le famiglie. Questo probabilmente ha fatto sì che, su 9.400 abitanti, con una casa di riposo che conta 120 ospiti e oltre 70 dipendenti, si siano contati soltanto 16 casi di positività al Covid-19, di cui circa l’80% riscontrati in persone che lavorano presso strutture sanitarie ospedaliere o di ricovero. Ad oggi sono soltanto 3 i casi di residente ancora positivi al virus".

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E la Fase 2? "Finora è stata rivolta innanzitutto a dare un poco di ossigeno alle nostre attività commerciali, con una serie di iniziative di supporto volte ad agevolarne la riapertura. Intanto l’allentamento del lockdown ha visto la cittadinanza dimostrarsi rispettosa delle regole, come aveva già fatto nel periodo precedente". 


“E poi c’è la fase speriamo in Dio”, è la battuta che si concede il sindaco Davico con riguardo al futuro che attende la città delle Paci. Cherasco è un centro a forte vocazione turistica, come molti altri della zona. Nelle sue strutture si registravano qualcosa come 40.000 pernottamenti l’anno, con un calendario di eventi culturali ricchissimo. Un comparto, quello legato alla ristorazione e alla ricettività, che oggi è ancora quasi completamente fermo, anche se l’Amministrazione non si perde d’animo. "Siamo al lavoro per cercare di rimodulare la nostra offerta turistica e culturale. Già dai primi di giugno verranno riaperti musei, biblioteche e mostre, anche se molte delle risorse economiche che venivano dedicate al turismo e alle iniziative culturali oggi verranno destinate al supporto delle attività economiche per dare un aiuto ai commercianti". 

 

 

 

 

Andrea Olimpi

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