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Politica | 26 maggio 2020, 20:30

Scuola, Fratelli d'Italia: "La didattica a distanza sia una carta di riserva, non la soluzione definitiva"

Riceviamo e pubblichiamo

Scuola, Fratelli d'Italia: "La didattica a distanza sia una carta di riserva, non la soluzione definitiva"

 

Mentre si sta cercando di tornare ad una parvenza di normalità in molti ambiti della nostra vita e della nostra società ai tempi dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, c’è un ambito che coinvolge gran parte di noi e delle nostre famiglie per cui si mantiene molta incertezza collegata ad una grande preoccupazione.           

E’ il mondo della scuola, ormai fermo e bloccato da oltre tre mesi: le nostre scuole, le classi, sono vuote in un modo desolante dal 23 febbraio scorso.         

 Una situazione che incide profondamente su bambini e ragazzi che da tempo non possono più seguire le lezioni, non hanno più rapporti diretti con le loro insegnanti, e nemmeno con i loro compagni: per loro – soprattutto per le fasce di età più basse – è uno sconvolgimento della vita e dei suoi ritmi senza precedenti, un isolamento forzato dalla quotidianità che ad oggi non sappiamo quali effetti concreti avrà.           

Ma la situazione è drammatica anche per le famiglie: molti genitori si sono dovuti improvvisare insegnanti, per poter supportare il lavoro dei propri figli e per fare in modo che non rimanessero drammaticamente indietro. In tanti, soprattutto da quando il normale ritmo lavorativo è ripreso, non hanno tempo a seguirli, e tutti mantengono la speranza, per ora non supportata da risultati certi, che ciò che imparano attraverso la didattica a distanza sia efficace.           

Situazione molto complicata per il sistema scuola in sé, e soprattutto per gli insegnanti, che in breve tempo hanno dovuto organizzarsi con mezzi propri per poter fornire agli allievi l’opportunità di imparare nonostante tutto: hanno raddoppiato i loro sforzi, ed anche in questi casi non potendo attuare la fase di verifica nei modi tradizionali, non hanno nemmeno la certezza che la loro didattica, che il loro lavoro, sia veramente efficace.           

Insomma, nonostante deboli segnali di ottimismo, ad oggi non è possibile dire che la didattica a distanza “funziona”, non si possono avere certezze se non nel lungo periodo. E soprattutto, la nostra impressione parlando con le famiglie è che questo tipo di didattica non piace: prova ne è la mobilitazione di questi giorni che mira a scongiurare l’applicazione della didattica ibrida – in parte in classe, in parte via web – al prossimo settembre, a favore del ritorno in aula.           

Perché al di là della didattica in sé, il problema più pesante di questa che a tratti pare una grande innovazione, è quello della mancanza di socialità: come ha detto una mamma di Clavesana che ha lanciato una petizione online per il ritorno in classe a settembre, la scuola non è solo imparare la matematica o la grammatica, la scuola è stare insieme, è imparare le regole della vita, è condividere, confrontarsi, socializzare. Questo da tempo i nostri ragazzi non possono più farlo. E ci rimettono loro, rischiano di irrigidirsi, di diventare sempre più simili ad automi, e di peggiorare i loro aspetti caratteriali.           

La soluzione definitiva per il prossimo futuro non può essere la didattica a distanza, soprattutto questa, didattica a distanza: che, se prendiamo in esame il nostro territorio dove molte zone sono ancora in difficoltà con la ricezione dei segnali e con la banda larga, è destinata a creare sempre più disuguaglianze. Non tutte le famiglie possono permettersi un pc, uno smartphone ad hoc per la didattica a distanza, o internet veloce: e questo rischia di creare delle disparità enormi tra gli allievi. Disparità che vanno totalmente contro alla filosofia della scuola per tutti.            Si deve operare in un altro senso: vanno assegnate più risorse al sistema scuola, sia alla scuola pubblica che a quella paritaria e privata, queste ultime due ancora più in difficoltà in questo periodo. Si trovino nuovi spazi, si vada ad ampliare il corpo docente, si proceda allo studio di nuove soluzioni sia pure di emergenza, come la didattica all’aperto.           

Ci auguriamo che nel prossimo futuro della scuola la didattica a distanza rimanga una carta di riserva; che a settembre bambini e ragazzi possano tornare sui banchi, ad imparare, a socializzare, a ricordarci semplicemente che la scuola è il pilastro portante della nostra società. Ci auguriamo che in autunno le scuole tornino ad essere edifici vivi, ricchi di voci, di animazione, di bambini, ragazzi ed insegnanti che tutti insieme facciano ripartire il sistema.         

Su questo argomento, e su qualsiasi altro tema, il Punto di ascolto di Mondovì e Monregalese di Fratelli d'Italia è disponibile a raccogliere e condividere spunti e idee: al proposito è possibile contattare l'indirizzo mail fratelliditalia.mondovi@gmail.com

 

Circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Mondovì e del Monregalese

Comunicato stampa

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