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Cronaca | 27 maggio 2020, 10:00

Fatture false per oltre 700mila euro: l’accusa nei confronti di un 50enne imprenditore albese

L’uomo è il legale rappresentante di una società che opera nel settore della meccanica. La difesa respinge gli addebiti: "Dimostreremo che quelle prestazioni sono realmente avvenute"

Foto di martaposemuckel da Pixabay

Foto di martaposemuckel da Pixabay

Rinviata per il fermo che l’emergenza Coronavirus ha imposto alle attività penali presso il Tribunale di Asti, dovrà ora essere ricalendarizzata l’udienza preliminare che nei giorni scorsi avrebbe dovuto veder comparire di fronte al giudice Giorgio Morandi un 50enne albese, B. M., legale rappresentante di un’impresa che opera nel settore della meccanica con sede in Alba.

L’imputazione a carico dell’imprenditore riguarda la sua qualità di legale rappresentante della stessa società, veste nella quale, "al fine di consentire a terzi un’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, nell’anno d’imposta 2011 emetteva 154 fatture afferenti cessioni di beni o servizi pari a euro 734.739 di imponibile, oltre a Iva per 153.871", fatture secondo l'accusa "relative a operazioni parzialmente inesistenti poiché solo in minima parte realmente avvenute".

Addebiti che la difesa rappresentata dall’avvocato albese Roberto Ponzio, respinge in modo netto: "Contestiamo l’addebito di falsità in quanto si tratta di operazioni realmente avvenute. Oltretutto siamo di fronte a un’imputazione comunque generica, in quanto contesta una parziale inesistenza, senza specificarne l’ammontare".

Ezio Massucco

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