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Agricoltura | 27 maggio 2020, 14:04

Crisi del vino: Coldiretti Cuneo chiede liquidità per sostenere le cantine

Roberto Moncalvo: "Nella Granda abbiamo già quantificato perdite fino all’80% tra export e canale Ho.Re.Ca fermi. In particolare i nostri vini pregiati hanno subito un grave danno perché consumati perlopiù in ristoranti e alberghi di livello"

Foto generica

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Il pericoloso allarme liquidità che coinvolge quasi 4 cantine italiane su 10, colpite da un netto calo dell’attività, mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, dalla vigna al bicchiere. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè sugli effetti dell’emergenza Coronavirus in riferimento allo studio Mediobanca sul settore.

Nella Granda – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – abbiamo già quantificato perdite fino all’80% tra export e canale Ho.Re.Ca fermi. In particolare i nostri vini pregiati hanno subito un grave danno perché consumati perlopiù in ristoranti e alberghi di livello”.

IVA agevolata e credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid-19 sono alcune delle proposte formulate da Coldiretti, che – spiega Moncalvo – è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti. Serve, però, anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non”.

Coldiretti ha presentato al Governo il Piano salva-vigneti: in gioco c’è la sopravvivenza di 6.500 imprese vitivinicole della Granda, con oltre 16.000 ettari di superficie vitata e una produzione di quasi 1 milione di ettolitri.

comunicato stampa

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