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Altri sport | 10 luglio 2019, 02:39

Sale scommesse, fra gli ultimi a riaprire: settore piegato dal lockdown

Quando è prevista la riapertura delle sale scommesse? Ecco le ultime notizie del settore del gioco. Tra ritardi e critiche, gli addetti ai lavori cercano una soluzione. Ancora non definito nemmeno il piano di rientro in campo per la Serie A

Sale scommesse, fra gli ultimi a riaprire: settore piegato dal lockdown

L’Italia è entrata nella famigerata fase 2 ma non tutte le attività commerciali aperte al pubblico sembrano destinate a riaprire i battenti. Per sale slot e sale scommesse, infatti, i tempi di riapertura sono dilatati e gli operatori del settore ignorati. Stando al Dpcm del 17 maggio 2020, infatti, non è prevista alcuna riapertura fino al 14 giugno per sale scommesse, sale slot e bingo. Una data che gli appassionati, i scommettitori e tutto il personale dell’industria del gioco sperano segni la fine di un limbo in cui si sentono abbandonati.

La speranza è quella di tornare il prima possibile all’apertura, sperando in un’applicazione meno restrittiva delle indicazioni statali da parte delle singole amministrazioni regionali, le quali possono, assumendosene la responsabilità, derogare alle scelte del Governo centrale.

Tuttavia, nel documento rilasciato il 22 maggio dalla conferenza delle Regioni che contiene le linee guida alla riapertura per le attività Economiche e Produttive, si trovano disciplinate le misure di prevenzione e contenimento per numerosi settori, tra cui cinema, parchi tematici e persino sagre. Nessuna traccia, però, del settore del gioco legale.

Cresce l’indignazione collettiva nel settore ludico

Sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono quindi tra le ultime attività destinate alla riapertura. Se da una parte le critiche al loro riavvio non sono poche, dall’altra chi nell’industria del gioco ci lavora cerca di far sentire la propria voce. Il gioco legale non rientra nelle priorità del Governo, che al primo posto tra i beni da tutelare non mette attività note per la facilità con cui riescono a creare dipendenza negli utenti; inoltre, con tutte le manifestazioni sportive ferme sembra non esserci più nemmeno tanto su cui scommettere.

Tuttavia l’industria del gioco si sente abbandonata dalle Istituzioni: un’indifferenza settoriale che sembra riflettere l’ideologia politica di una parte del Governo, in particolare il Movimento 5 Stelle, che ha sempre fatto della lotta al mondo delle gioco d’azzardo una bandiera di partito.

La stessa data del 14 giugno, dopo mesi di battenti chiusi, non soddisfa gli operatori delle sale giochi. Gli addetti ai lavoratori si trovano così divisi in chi rimane speranzoso in un’applicazione meno "restrittiva" della norma e chi invece è propenso a spingere per vie legali, ipotizzando un eventuale ricorso collettivo al Tar. Di certo gli imprenditori non sembrano voler restare fermi: molti si stanno infatti facendo promotori di idee e iniziative atte alla velocizzazione del processo di riapertura delle sale gioco, sale scommesse e sale bingo.

Gioco online, un giro d’affari in crescita

Durante la crisi dovuta all’emergenza Coronavirus, però, il mondo delle scommesse ha comunque saputo trovare vie alternative di sviluppo ed espansione. L’impossibilità di recarsi presso le sale slot si è infatti tradotta in un nuovo flusso di traffico e soldi verso i siti web e le app per smartphone: gli operatori di scommesse online hanno saputo cogliere efficacemente il vento a favore, potenziando le liste dei migliori siti scommesse in Italia al fine di accogliere i numerosi nuovi utenti.
Nonostante la pausa subita da tutte le grandi competizioni sportive, i bookmaker hanno infatti registrato un aumento del volume di affari online di circa il 30%.

Serie A, la Lega Serie A punta sul rientro in campo

Nel frattempo, anche la Serie A lavora alla ripresa. Il tema è caldo e i tifosi sono da tempo in attesa di risposte certe. La Lega sembra decisa a proseguire sul suo programma, che prevede il ritorno in campo per il 13 giugno e la chiusura di campionato entro il 2 agosto. Un piano, quello della Lega Serie A, che da una parte sembra rispettare al meglio la pausa stagionale e i necessari tempi tecnici di riposo dei giocatori, ma che d’altra parte ignora il divieto del governo sulla ripresa delle manifestazioni sportive fino al 14 giugno.

Per la Lega si tratterà ovviamente di giocare sulle scappatoie e gli spazi concessi che la politica ha comunque promesso fin qui. D’altronde un messaggio politico di ottimismo arriva proprio dalla sottosegretaria al Ministero della Salute Sandra Zampa, che, intervistata da Radio Capital, ha dichiarato: "Credo che andiamo nella direzione della ripresa e che presto avremo notizie confortanti per i tifosi". Una frase che getta luce di speranza sul tavolo di concertazione tra governo, FIGC e Lega previsto per il 28 maggio.

Di diverso avviso la FIGC, che prevede tempi più dilatati: chiusura di campionato entro il 20 agosto e della stagione entro il 31. Si tratta, in effetti, di date che vanno incontro alle diverse capacità organizzative dei campionati di serie minori. Insomma, i dettagli da risolvere sono ancora tanti, dai contratti dei giocatori allo spazio da dedicare agli Europei nella stagione 2020-2021; per non parlare del calciomercato, la cui finestra ipotizzata dal 1 settembre al 5 ottobre deve ancora essere discussa e approvata dalle federazioni, a livello sia nazionale sia globale. Anche il futuro del calcio è, quindi, ancora fumoso.

Richy Garino

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