/ Politica

Politica | 31 maggio 2020, 08:30

Sergio Chiamparino scomparso dai radar della politica piemontese

All’indomani della sconfitta elettorale in Regione, aveva annunciato il suo ritiro salvo ripensarci subito dopo. L’ex presidente ed ex sindaco di Torino fa parte del gruppo regionale Pd di Palazzo Lascaris anche se da mesi la sua presenza non si avverte

Sergio Chiamparino scomparso dai radar della politica piemontese

Un anno fa, all’indomani della sconfitta elettorale delle regionali, il presidente uscente della Regione ricandidato dal centrosinistra, Sergio Chiamparino, aveva annunciato il suo ritiro dalla scena politica con queste parole: “Non credo di avere più molto da dire. Ho 71 anni. Potevo farlo anche prima. Mi sono sentito di combattere l’ultima battaglia. L’ho persa. Non vado via sbattendo la porta. Metto a disposizione il mio seggio – aveva spiegato - per vedere se ci sono soluzioni che aiutino a portare qualche energia nuova”.

Un congedo in piena regola. Un adieu come si addice ad un politico di rango che aveva calcato con gloria la scena della politica piemontese e nazionale.

Sia nelle parole, sia nella modalità “Il Chiampa”, anche nella sconfitta, sembrava stagliarsi uber alles.

E invece, appena un paio di settimane dopo, aveva deciso di desistere da quel suo proposito con una considerazione che più che una correzione di tiro era parsa ai più come un’inversione ad U.

“Abbiamo convenuto sulla necessità di una mia iniziale partecipazione al lavori consiliari, in accompagnamento all’avvio dell’attività del gruppo stesso. I tempi di questo accompagnamento – aveva affermato con un lessico politichese, financo involuto, che non gli si addiceva - saranno definiti in itinere, in coerenza con quanto detto quando ho annunciato che la mia uscita sarebbe stata concordata nei modi e nei tempi con la coalizione”.

Il tempo dell’ “itinere”, come lo aveva definito, si sono dilatati all’infinito e Chiamparino siede tuttora nel gruppo regionale Pd a Palazzo Lascaris.

Scelta legittima, ci mancherebbe, se non fosse che nessuno gli aveva chiesto di abbandonare, ma era stato lui stesso ad annunciare le dimissioni.

A conferma del vecchio adagio che “in politica le dimissioni si danno e non si annunciano”.

Cresciuto nel Partito Comunista e nella Cgil, ha vissuto tutte le stagioni dell’evoluzione dell’ex Pci, dal Pds ai Ds e infine al Pd; deputato, due volte sindaco di Torino, dal 2001 al 2011, e poi presidente della Regione, eletto nel 2014: una candidatura avvenuta per acclamazione, senza passare per le primarie, rito che pure in quegli anni era in voga nel suo partito.

Senza dimenticare, dal 2012 al 2014, la parentesi – che ai big non si nega mai – alla presidenza della Compagnia San Paolo.

Oggi di quel “cavallo di razza” della sinistra piemontese si sono perse le tracce.

In molti si chiedono il perché senza avere risposte.

Giampaolo Testa

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium