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Curiosità | 01 giugno 2020, 12:30

Il saluto al tempo del Coronavirus: stop a strette di mano ed abbracci, ok emoji, namasté e baci col soffio

I principi di bon ton da tenere a mente dettati dalla maestra di cerimonia braidese Anna Maria Sbuttoni: “Affidare agli occhi il compito di esprimere la gioia di vedersi”

Il saluto al tempo del Coronavirus: stop a strette di mano ed abbracci, ok emoji, namasté e baci col soffio

Al tempo del Covid-19 il distanziamento è regola: sono banditi gli abbracci e le formali strette di mano, oltre ad un sacco di altri convenevoli. Ma allora come ci saluteremo quando ci incontreremo in queste settimane (speriamo poche) a venire?

Smartphone alla mano e voilà: messaggi su WhatsApp corredati da emoji personalizzate sono la prima scelta. Anche il Gioca jouer ci dà alcuni spunti, visto che i saluti proposti dalla celebre hit degli anni ‘80 firmata da Claudio Cecchetto sono tutti di tipo gestuale e privi di contatto. Come il pollice alzato (tipo autostop) o la classicissima (e distante) sventolata di mano, accompagnata da una cordiale espressione vocale.

Dopo il gesto di sfilarsi il cappello, torna in auge il namasté, il saluto indiano che si fa con le mani giunte, i palmi che si toccano, inclinando leggermente la testa. Anche una star di Bollywood, l’attore Anupam Kher, tramite il suo account Twitter, l’ha raccomandato in quanto: “È igienico, amichevole e focalizza le tue energie. Provalo!”. Tocchi di gomito o di piedi, inaugurati dai calciatori, possono essere un’alternativa divertente tra amici oppure si può dare uno sguardo sul Web dove impazzano i più disparati rituali.

Ma attenzione a rispettare il buon gusto e l’educazione, come spiega la maestra di cerimonia braidese Anna Maria Sbuttoni: “Non dimentichiamoci la cortesia e l’atteggiamento rispettoso. Detesto l’abitudine del gomito, se si pensa che i medici consigliano di utilizzare l’avambraccio per proteggere gli altri da starnuti o colpi di tosse. Mantenersi a distanza da amici o parenti non vuol dire essere anaffettivi, anzi è una precauzione utile e gentile”.

Per un popolo tanto caloroso come il nostro sarà difficile tenere a bada l’istinto fisico e rispettare l’arcinoto metro di distanza. Conclude l’esperta di bon ton: “Se prima era determinata da un saluto accompagnato da una stretta di mano in ambito professionale o da un abbraccio in caso di amici, ora la vera cortesia è mantenere la giusta distanza per il bene nostro e di tutti”.

Insomma, ‘mutatis mutandis’ e anche l’amore per sopravvivere al Coronavirus deve adattarsi, in un’ottica un po’ più darwiniana. Da quelli amichevoli sulle guance a quelli alla francese per i più passionali, i baci saranno anch’essi a distanza di sicurezza, al soffio o tatuati su bigliettini al profumo di Chanel N° 5. Il consiglio è di soffermarsi sul linguaggio verbale, attraverso parole che sappiano scaldare quanto un abbraccio, purtroppo, ancora negato.

Ricordiamoci infine che, di questi tempi, dove il sorriso diventa invisibile, può bastare anche un semplice sguardo. E così gli occhi diventano gli avamposti dell’affetto, d’improvviso.

Silvia Gullino

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