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Attualità | 01 giugno 2020, 07:14

Heysel, 35 anni dopo la follia per una partita di calcio restano ricordi e speranze

Anche la città di Cherasco ha onorato la memoria delle 39 vittime, 32 delle quali italiane

Heysel, 35 anni dopo la follia per una partita di calcio restano ricordi e speranze

“+ 39 Nessuno muore veramente se vive nel cuore di chi resta, per sempre”, una scritta che ricorda le vittime dell’Heysel ed un monito per far sì che simili tragedie non accadano mai più.

A Cherasco, il ricordo di quei fatti di sport accaduti 35 anni fa è stato più forte della pandemia. Impossibile dimenticarli ed è per questo che esistono gli anniversari. La strage dell’Heysel è avvenuta il 29 maggio 1985, pochi minuti prima dell’inizio della finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, proprio a Bruxelles nel cuore dell’Unione europea.

In quella notte disperata persero la vita 39 persone, di cui 32 italiani. Tutti tifosi juventini andati in Belgio con la speranza di festeggiare il titolo continentale. Trovarono invece la morte in modo assurdo, travolti dalla furia degli hooligans inglesi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate. Per molti che a quei tempi erano ragazzi, è stato il giorno in cui il calcio ha definitivamente perso la sua innocenza. Innocenza sconfitta dalla violenza, dall’inefficienza di chi doveva preoccuparsi della sicurezza e dall’inadeguatezza strutturale dello stadio Re Baldovino.

La Mole Antonelliana illuminata con la scritta “+39 RISPETTO” ha concluso la giornata dedicata alla loro memoria. E, come ogni anno, sono state tante le iniziative a cui il club bianconero ha partecipato, in un 29 maggio che per la Juventus significa memoria e raccoglimento.

Alessandro Siano, portiere della Juventus U23, ha presenziato alla commemorazione che si è tenuta a Cherasco, depositando i fiori inviati dalla società presso il monumento dedicato ai caduti, situato nei giardini del santuario Madonna delle Grazie, inaugurato nel 2016, grazie alla volontà dell’associazione “Quelli di via Filadelfia”, che sostiene la Fondazione per la Ricerca sui Tumori dell’Apparato Muscoloscheletrico e Rari Onlus.

La tragedia è stata ricordata sui social network anche dal Museo della Fiorentina e dal Museo del Grande Torino. Fede granata, viola o bianconera: poco importa. Quando si tratta di esprimere rispetto e solidarietà, il cuore pulsante è lo stesso.

Silvia Gullino

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