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Basket | 03 giugno 2020, 18:27

Lo sport albese messo in crisi dal Covid-19: per dargli un futuro c’è chi si appella alla Ferrero

Tra gli effetti del lockdown campionati congelati, sponsor in fuga e un presente ricco solo di incognite. Il caso dell’Olimpo Basket: "Rischiamo di non poterci più iscrivere alla Serie B nazionale"

Lo sport albese messo in crisi dal Covid-19: per dargli un futuro c’è chi si appella alla Ferrero

E’ ben riassunto dal suo eloquente titolo ("Chiediamo alla Ferrero di aiutare le eccellenze sportive di Alba") l’appello che uno storico supporter dell’Olimpo Basket, l’insegnante e giornalista Vincenzo Nicolello, ha voluto pubblicare sulla piattaforma Change.org.

Una "campagna" che, on line da una settimana, ad oggi ha trovato l’adesione di 178 appassionati. Tifosi che, al pari del suo proponente, condividono la forte preoccupazione per la sorte delle società sportive che rappresentano la capitale delle Langhe in alcuni tra i massimi campionati di categoria di discipline quali la pallacanestro, la pallavolo e il badminton.

"L’emergenza sanitaria Covid-19 ha colpito il tessuto economico dell'Italia e del mondo – è la premessa dello scritto –. Anche nella ricca Alba i problemi non mancano. Molte società sportive che militano nei principali campionati e circuiti nazionali (parliamo per esempio di Olimpo Basket, L’Alba Volley, Alba Shuttle e altre ancora) rischiano di non poter proseguire la loro avventura a causa della fuga da parte degli sponsor (…). In alcuni casi anche questa stagione, interrotta bruscamente, si sono registrati annullamenti dei contratti in essere".

Da qui la richiesta di sostegno rivolta in primis a quella che rappresenta non solo la principale azienda locale, ma anche una realtà che, in oltre 70 anni di storia, ha sempre dimostrato grandissima attenzione, oltre che per il mondo dello sport in generale, per la città e il territorio che le hanno dato i natali.

"Noi sappiamo che la Ferrero Spa non ha mai puntato (se non marginalmente) sulla sponsorizzazione delle squadre albesi – prosegue l’appello –, ma vista la situazione eccezionale, con uno sforzo davvero limitato rispetto alla sua potenza economica, potrebbe aiutare queste società, creando una sorta di 'scuderia' sportiva che dalla capitale delle Langhe porterebbe un suo marchio in tutta Italia (dal Piemonte fino alla Sicilia). La Ferrero ha sempre aiutato Alba e Alba ha portato sempre sul palmo della mano questa industria che ha regalato alla sua gente benessere e prosperità. Chiediamo questo piccolo sforzo per aiutare le nostre eccellenze sportive, grande bacino per la crescita e l'educazione dei nostri giovani e vera faccia pulita dello sport nostrano".

IL CASO OLIMPO

E le società interessate, cosa ne pensano? Tra quelle citate quella che milita nel maggior campionato è proprio l’Olimpo Basket, quintetto che lo scorso 26 febbraio – ospitando il Palermo presso il proprio impianto di Corneliano – ha disputato l’ultima partita della sua terza stagione in Serie B, la terza categoria del basket nazionale.

"Il congelamento dei campionati seguito al lockdown per noi ha avuto il sapore della beffa – spiega il presidente dei biancorossi Paolo Bergui –. Già l’anno scorso, al secondo anno in B, avevano portato a casa un risultato eccezionale, storico, raggiungendo i play off nazionali per la prima volta in 62 anni di storia. E quest’anno stavamo andando ancora meglio, se possibile. Pur con un 'roster' particolarmente giovane, ma guidato da un bravissimo allenatore come Alessandro Jacomuzzi, avevamo già conquistato matematicamente i play off e avevamo ottime possibilità di arrivare almeno in semifinale, visto che stavamo fortemente crescendo in una stagione regolare che ci aveva già visto regolare corazzate come Omegna e la stessa Palermo".  

Prospettive radiose, che la pandemia ha d’un canto trasformato in un presente pieno di incognite. Ancora Bergui: "La nostra società ha sempre scommesso molto sui giovani, abbiamo un vivaio riconosciuto come un’eccellenza nazionale, con circa 250 bambini e ragazzi impegnati nelle varie categorie giovanili. Questa filosofia ci ha consentito di attrezzare prime squadre capaci di grandi risultati, a fronte di investimenti fermi a circa la metà degli oltre 350mila euro spesi mediamente in una categoria come la B, senza guardare ai 500mila messi in campo dalle formazioni più ambiziose".

Risorse che servono innanzitutto a sostenere le trasferte in giro per l’Italia, ma che, con la fuga degli sponsor registrata da tre mesi a questa parte, mettono a rischio l’iscrizione al nuovo campionato.

"Vista la nostra attuale situazione economica il problema diventa davvero quello di dover decidere cosa fare il prossimo anno. Per un campionato come quello di B servono almeno 200mila euro: una soglia che al momento siamo ancora lontani dal pensare di poter raggiungere. Se una realtà come Ferrero, come anche quelle di altri grandi nomi della nostra imprenditoria, vorranno darci una mano in questa impresa non potremmo che esserne felici".

ezio massucco

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