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Attualità | 10 giugno 2020, 10:32

Il lockdown colpisce anche i Comuni: ad Alba minori entrate per quasi 1 milione

Spese in calo per 400mila euro e un contributo da mezzo milione in arrivo da Roma appianano la "perdita" stimata dagli uffici di piazza Duomo. Tra le principali voci la mensa di via Liberazione, l'imposta di soggiorno, la Tosap e i parcheggi

Foto di Barbara Guazzone

Foto di Barbara Guazzone

Poco meno di un milione di euro. A tanto ammonterebbero le minori entrate registrate dal Comune di Alba dall’inizio dell’emergenza Coronavirus secondo la stima effettuata dagli uffici municipali. Una previsione ora alla base della cosiddetta "salvaguardia degli equilibri di bilancio" all’esame del Consiglio comunale nella seduta in programma domani, giovedì 11 giugno, alle 17 in diretta streaming sul canale YouTube del Comune.

Un elenco di mancati ricavi che nei giorni scorsi è stato oggetto della disanima che l’assessore comunale Bruno Ferrero ha effettuato in Commissione Finanze.
A comporlo venti voci, quattro delle quali (per 372mila euro) sono però compensate da contestuali riduzioni della spesa per pari importi. Tra queste, quella che rappresenta la principale partita di tutto il conteggio: i proventi della mensa scolastica di via Liberazione (327mila euro), come anche i quelli relativi alla gestione del self service comunale (31mila euro), i contributi dello Stato per il servizio di mensa al personale insegnante (12mila) e quelli di Agea per quote comunitarie (2mila).

Un "pareggio" non previsto per le altre voci, a partire dalle altre tre che figurano in tripla cifra: i proventi dell’imposta di soggiorno (130mila euro), la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap, 150mila) e il canone di concessione per la gestione dei parchimetri (110mila).

A 50mila euro ammonta invece la stima di riduzione dell’Imposta Municipale Propria (Imu), accompagnata da quelle relative ai diritti per le pubbliche affissioni (33mila euro), a quelli di segreteria (17mila) e a quelli per il rilascio delle carte d’identità (15mila).

Il venir meno delle attività presso palestre e centri sportivi ha comportato un minor gettito di 40mila euro, cui si aggiungono 6mila euro di mancati rimborsi spese da gestori degli impianti sportivi in concessione.

Il fermo dell’asilo nido comunale è invece costato 27mila euro, mentre gli ultimi 13mila euro di mancate entrate riguardano i rimborsi spese per l’utilizzo delle sale comunali (4mila), quelli per il servizio di energia elettrica nelle aree mercatali (3mila), i proventi per l’utilizzo della Sala Fenoglio (2mila), quelli per le tessere d’accesso ai centri d’incontro per anziani (2mila), quelli per l’iscrizione alla Biblioteca Civica (1.000) e quelli derivanti dalla gestione dei servizi igienici pubblici (1.000).

Il totale assomma a 963.407 euro, ridotti per 412.956 euro dalle relative mancate spese delle quattro voci già citate, riguardanti principalmente la mensa, e da 43.956 euro del fondo crediti di dubbia esigibilità.

Lo scoperto ammonta quindi a 550.451 euro: una perdita che verrà appianata da un contributo di pari entità che lo Stato ha assicurato ai Comuni. Per il mantenimento degli equilibri di bilancio l’Amministrazione ha invece destinato una quota dell’avanzo di amministrazione pari a 2.049.548 euro.

Ezio Massucco

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