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Attualità | 10 giugno 2020, 15:28

Boom Nutella, ma crescita dimezzata per la Ferrero d’Oltralpe

Nella quarantena oltreconfine la crema spalmabile made in Alba ha raggiunto un milione di nuovi consumatori, incrementando le vendite del 50%. Ma linee ferme e una Pasqua da dimenticare hanno comunque penalizzato le vendite del gruppo

Boom Nutella, ma crescita dimezzata per la Ferrero d’Oltralpe

"Comment Nutella a profité du confinement". Ovvero, come la crema spalmabile più nota al mondo ha beneficiato del lockdown. Così "Les Echos" titola il lungo articolo col quale il più noto quotidiano finanziario d’Oltralpe analizza i risultati realizzati da Ferrero France nelle lunghe settimane del lockdown.

A enumerali Jean-Baptiste Santoul, presidente e amministratore delegato della controllata transalpina, che, al di là degli entusiasmanti numeri fatti registrare dal brand principe della casa, rappresenta un quadro nel quale il momento di mercato dell’industria dolciaria albese non pare totalmente esente dalle difficoltà che il "confinement" ha comportato per le industrie di mezzo mondo, alimentari comprese.

Appreso del vero e proprio exploit di cui, complice anche un’efficace campagna social, Nutella è stata capace nella stagione della quarantena oltreconfine, con un milione di nuovi consumatori e un incremento delle vendite del 50% (la sua quota di mercato sarebbe quindi salita al 70%, contro l’82% di cui è forte in Italia), non ugualmente idilliaci sarebbero stati infatti i risultati realizzati su altri prodotti. Particolarmente difficile, ma era facile immaginarselo, è stata ad esempio la stagione delle uova pasquali, prodotto da ricorrenza fortemente penalizzato dalle limitazioni agli incontri di famiglia osservate anche in Francia durante il lockdown.

Se nella quarta settimana di quarantena – riferisce infatti "Les Echos" – il consumo di cioccolata in Francia è diminuito del 40% rispetto ai valori ordinari, Ferrero ha saputo limitare la caduta in un -30%, ma il colpo si è comunque sentito quantomeno in termini di mancata crescita.

Se l’industria langarola aveva infatti iniziato l’anno forte di vendite sul mercato francese in crescita nell’ordine di un +7%, tra il 15 marzo e il 17 maggio tale trend si sarebbe più che dimezzato, fermandosi del tutto apprezzabile +3% figlio anche del fermo che ha interessato diverse linee di produzione.

Ezio Massucco

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