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Attualità | 11 giugno 2020, 17:58

La Toscana chiama, le Langhe rispondono: appello al Governo per salvare i piccoli Comuni turistici

Anche Barolo, Barbaresco, La Morra, Monforte e Serralunga – insieme a Portofino, Montalcino e Montepulciano – tra i centri italiani firmatari della richiesta d’aiuto che il sindaco di San Gimignano ha rivolto al premier Conte e ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari

Un'immagine dalla passata edizione di Collisioni (foto di Vincenzo Nicolello)

Un'immagine dalla passata edizione di Collisioni (foto di Vincenzo Nicolello)

Un fondo e misure ad hoc per i piccoli comuni turistici. E’ la richiesta partita dalla toscana San Gimignano, piccola perla del turismo nazionale, prima firmataria di un appello che – in vista della conversione del "Decreto Rilancio" e dei prossimi provvedimenti governativi – è stato inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai presidenti di Camera e Senato e a tutti i responsabili dei diversi gruppi parlamentari di Montecitorio e Palazzo Madama.

Una richiesta d’aiuto con la quale i "piccoli Comuni turistici italiani", centri con una popolazione inferiore ai 15mila abitanti oggi alle prese con le dure conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, chiedono l’istituzione di “un fondo speciale che copra, almeno in parte, la riduzione delle entrate direttamente connesse col loro turismo e per garantire loro la liquidità necessaria a "farsi trovare in piedi" quando i visitatori potranno ritornare ad ammirarne le bellezze.


“Sappiamo già – vi si legge – che non troveremo nei nostri bilanci le risorse per far fronte alla riduzione delle entrate di parte corrente, che vanno dal 20% fino al 50% in alcuni casi”, mettendo a rischio “la cura del nostro straordinario patrimonio artistico, culturale, monumentale, architettonico, che è patrimonio di tutta Italia”.

Ad oggi sono 46 le cittadine e i paesi di tutta Italia che hanno aderito all’iniziativa, sottoscritta anche da municipi di casa nostra come quelli di Barolo, Barbaresco, La Morra, Monforte e Serralunga d'Alba, insieme a nomi quali Portofino, Montalcino, Montepulciano, Positano, Amalfi. Una lista che nei prossimi giorni potrebbe allungarsi ancora.

Non a torto si sono definiti “i gioielli turistici d’Italia” e sono tanti piccoli paesi, molti dei quali siti patrimonio Unesco, con un numero di residenti decisamente basso, ma che in alta stagione si moltiplica in modo fortemente significativo proprio grazie al turismo.

“È un modo per dire che ci siamo e che intendiamo fare la nostra parte, ma che abbiamo bisogno di un supporto
– spiega il sindaco di Barolo, Renata Bianco, tra gli amministratori in prima linea al fianco del collega toscano Andrea Marrucci –. Barolo è un centro con una popolazione residente di appena 700 abitanti, ma che grazie a realtà come il Museo del Vino e a eventi come Collisioni raggiunge anche le 500.000 presenze. Sosteniamo un’economia veramente importante, e per farlo ci sobbarchiamo adempimenti che generalmente investono realtà molto più grandi di noi, senza avere ovviamente analogo personale e risorse. Non possiamo essere accomunati alle città metropolitane, ma quando chiediamo sostegni i contributi sono minimi, perché siamo sotto i 1.000 residenti. Ci sono tanti piccoli tasselli a cui ottemperiamo con fatica, senza avere supporti adeguati”.

I sindaci chiedono al Governo "la possibilità di attingere non solo all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato, per affrontare con tutti gli strumenti la crisi in atto”. E ancora, la possibilità di trattenere il gettito Imu destinato allo Stato e di stabilire una ‘soglia di solidarietà’ al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, oltre la quale bloccare il contributo dei singoli Comuni. Infine chiedono norme sugli affitti commerciali, tanto più delicati in borghi e città di pregio, e per la riduzione della tassa rifiuti alle imprese più colpite dal lockdown.

Tra le altre richieste, la possibilità di strumenti e norme semplificate. Per gli investimenti, per gli affidamenti, per i procedimenti di appalto e di esecuzione dei lavori, così da poter mettere in circolo almeno le risorse di cui dispongono nelle loro casse.

“Le nostre entrate sono ai minimi, è a rischio la tenuta sociale ed economica dei nostri territori, tanto da minacciare gli stessi servizi essenziali, oltre alla manutenzione dei nostri borghispiega da San Gimignano Andrea Marrucci –. Al Governo e al Parlamento chiediamo attenzione e di non lasciarci soli. Ci candidiamo a essere protagonisti anche di una nuova economia di prossimità e di un nuovo turismo più sostenibile, attento e consapevole che trovi in noi una destinazione turistica sicura, capace di accogliere nel pieno rispetto delle norme anti covid, pronti a sperimentare un nuovo 'galateo dell’ospitalità'. Siamo una parte importante dell’Italia, in grado di generare ricchezza, presidio del territorio, pronti a fare la nostra parte ma questa volta da soli non ce la potremo fare”.

“Questo appello vuole anche essere un modo per fare squadra –
conclude Renata Bianco –, senza colori politici, per dire che noi ci siamo, ma che il Governo deve ascoltare anche le nostre esigenze. La richiesta va oltre questa emergenza, deve esserci sempre, dobbiamo essere considerati sempre per la realtà che siamo”.

Ad oggi i Comuni aderenti all’appello sono Montalcino, Montepulciano, Pienza, San Quirico d’Orcia e Chiusi nel Senese, Greve in Chianti (Firenze), Castiglione della Pescaia (Grosseto), Barolo, Barbaresco, Monforte d'Alba e La Morra (Cuneo), Pollica, Positano e Amalfi in provincia di Salerno, Volterra (Pisa), Porto Venere (La Spezia), San Vincenzo (Livorno), Portofino (Genova), Otranto e Castrignano del Capo, Melendugno, Porto Cesareo (Lecce), San Severino Lucano e Guardia Perticara in provincia di Potenza, Iseo (Brescia), Valsinni (Matera), Diamante (Cosenza), Città della Pieve (Perugia), Cabras (Oristano), Castelsardo (Sassari), Malfa Isola di Salina (Messina), San Vito di Cadore (Belluno), Castiglione dei Pepoli (Bologna), Castrignano del Capo (Lecce), Porto Cesareo (Lecce), Melendugno (Lecce), Castro (Lecce), Rionero in Vulture (Potenza), Papasidero (Cosenza), Quarrata (Pistoia), Buonconvento (Siena), Sarteano (Siena), Sizzano (Novara), Barberino del Mugello (Firenze), Nemi (Roma), Selvino (Bergamo).

Andrea Olimpi

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