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Agricoltura | 11 giugno 2020, 07:30

Protocollo sanitario, raccolta frutta, accoglienza braccianti stranieri: cosa dicono Coldiretti, Confagricoltura e Cia (FOTO)

Tutti d’accordo sull’importanza del protocollo, in allegato al fondo dell’articolo, qualche problema sulla mancanza della manodopera, grande impegno messo in campo dalle aziende agricole per ospitare i lavoratori esteri nelle loro strutture. E il tavolo sull’emergenza frutticoltura del Monviso è un’esperienza da proseguire perché ha funzionato bene

La raccolta della frutta

La raccolta della frutta

E’ stato elaborato il protocollo sanitario sulle misure di prevenzione anti-contagio Covid-19 che le aziende agricole della Provincia di Cuneo dovranno applicare nel caso dell’assunzione di dipendenti. Ma le regole saranno valide anche per quanti hanno l’accesso alle imprese come appaltatori, fornitori, autotrasportatori, clienti, visitatori. Nel documento sono state definite le procedure da adottare sui luoghi di lavoro e le norme da rispettare nel caso di ospitalità del personale fornita dalle strutture rurali. Soprattutto degli stagionali impiegati nella raccolta della frutta e nella vendemmia.

Alla stesura del documento, coordinata dal Comitato di Gestione dell’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale, Ebat-Favla, presieduto da Giancarlo Bandiera, hanno dato il loro contributo gli SPreSAL delle Asl Cn1 e Cn2, in particolare il direttore del Servizio di prevenzione e sicurezza dell’Asl Cn1, Santo Alfonzo, il Commissario straordinario per gli aspetti sanitari riguardanti l’emergenza migranti/frutta nel Saluzzese nominato dalla Regione, Giuseppe Guerra, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni di categoria agricole della “Granda" (clicca qui).

Le norme sono state presentate sul canale YouTube del Comune di Lagnasco (clicca qui).

ALLE ORGANIZZAZIONI DI COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA E CIA-AGRICOLTORI ITALIANI CHIEDIAMO UN BILANCIO SUL LAVORO RIGUARDANTE IL PROTOCOLLO E SE SONO STATI RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI CHE SI ERANO POSTE.

Roberto Moncalvo, delegato confederale Coldiretti Cuneo: “Il protocollo è un documento snello, costituito da misure organizzative e tecniche di chiara applicazione, frutto di un lavoro approfondito e condiviso nell’ambito dell’Ebat-Favla, che ci ha consentito di individuare un percorso utile alle aziende agricole per prevenire il Covid-19 e definire le responsabilità in capo ai datori di lavoro. Segnaliamo, però, un’anomalia nel sistema preventivo: se all’interno delle aziende agricole la messa in pratica del protocollo riduce al minimo i rischi di contagio, non altrettanto può dirsi all’esterno. Ribadiamo, pertanto, la necessità di limitare l’arrivo sul nostro territorio di migranti che non abbiano già una concreta opportunità di lavoro per evitare assembramenti nella ricerca di sistemazioni di fortuna che rischierebbero di vanificare il lavoro di prevenzione svolto entro i perimetri delle aziende agricole”.

Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “Siamo soddisfatti del lavoro fatto e per essere riusciti ad arrivare al protocollo in tempo utile per l’inizio delle operazioni di raccolta nei campi cuneesi. Tutti gli attori hanno fatto la loro parte dando un contributo importante per giungere a linee guida che, dal punto di vista sanitario, consentiranno a imprenditori e lavoratori di svolgere le raccolte in sicurezza. Da parte nostra lo abbiamo prontamente divulgato a tutte le aziende associate, invitandole a prenderne visione e a rispettare le prescrizioni in esso riportate”.

Igor Varrone, direttore Cia-Agricoltori Italiani Cuneo: “Troviamo che il protocollo sia funzionale, concertato tra le varie rappresentanze, creato anche con il fine di garantire la massima sicurezza per datori di lavoro e lavoratori. Il documento, se seguito nel modo corretto, assicura la tutela delle aziende. Essendo Cia tra i soggetti proponenti e firmatari, siamo a disposizione delle strutture agricole per ogni approfondimento. Si tratta di un lavoro importante che si collega al “Tavolo frutta del Monviso”, in quanto le aziende del comparto danno ospitalità per tutelare gli stagionali anche al di fuori dal lavoro”.

A QUESTO PUNTO COME SI PRESENTA LA STAGIONE DELLA RACCOLTA DELLA FRUTTA A LIVELLO DI MONODOPERA. E’ SUFFICIENTE?

Roberto Moncalvo, delegato confederale Coldiretti Cuneo: “La situazione, rispetto alle prospettive incerte di inizio annata, è andata migliorando grazie agli interventi messi in capo su sollecitazione di Coldiretti, come la proroga dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza e l’estensione fino al 6° grado di parentela del lavoro a titolo gratuito per attività agricole occasionali. Molte aziende hanno anche trovato nei lavoratori locali un aiuto importante grazie a Job in Country: il portale di incontro domanda-offerta di lavoro messo a punto da Coldiretti. Infine, l’apertura delle frontiere italiane del 3 giugno, che ha consentito l’arrivo di lavoratori stagionali comunitari, è una boccata d’ossigeno per le aziende frutticole. Anche se siamo ancora in attesa della pubblicazione da parte del Ministero del decreto flussi che consentirebbe alle aziende di disporre di manodopera extracomunitaria già formata e qualificata”.

Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “Purtroppo quanto fatto fino ad ora dalla politica non è stato sufficiente a colmare la mancanza di manodopera. La sanatoria degli immigrati irregolari decisa dal Governo non riuscirà a soddisfare le esigenze delle aziende agricole non solo perché, nella pratica, non sarà operativa prima di settembre, ma soprattutto perché non riguarda i lavoratori stagionali solitamente impiegati dalle imprese del territorio, che sono già stranieri regolari. Per scongiurare la mancanza di manodopera nelle prossime operazioni di raccolta avevamo chiesto al Governo la semplificazione dei voucher e la possibilità di impiego di cassaintegrati e percettori del reddito di cittadinanza. La prima proposta non è stata accolta mentre sulla seconda c’è stata un’apertura che ci fa ben sperare. Al momento le incertezze sono ancora tante e qualcosa di più preciso si saprà nelle prossime settimane quando le raccolte entreranno nel vivo. Segnali positivi li abbiamo avuti dal portale AgriJob, attivato da Confagricoltura, che ha ricevuto, per la provincia di Cuneo, centinaia di profili di persone disposte a lavorare in agricoltura. In molti casi i lavoratori sono già stati messi in contatto con le aziende del territorio che hanno manifestato specifiche necessità. Questo, però, non basta”. 

Avete altri suggerimenti? “Tra le nostre proposte c’è anche quella di applicare a tutti i datori di lavoro agricolo, ovunque operanti, le agevolazioni contributive per zone particolarmente svantaggiate e montane (riduzione del 75%). Questa misura consentirebbe alle imprese di poter disporre di una maggiore liquidità, che rappresenta oggi il problema più rilevante per mantenere in esercizio aziende con capacità di competere sui mercati e di continuare a garantire i livelli occupazionali pre-esistenti. Un’altra proposta è la riduzione dell’aliquota dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico dei lavoratori agricoli, che chiediamo sia equiparata a quella prevista per i lavoratori apprendisti. Entrambe le misure, tuttavia, al momento non sono state accolte. Ecco perché continuiamo a chiedere alla politica una maggior attenzione alle necessità e indicazioni di chi lavora nel comparto prima di prendere decisioni importanti. Più che contributi “a pioggia”, infatti, servono interventi mirati se davvero ci sta a cuore il futuro del settore agricolo. A livello locale, poi, occorre continuare sulla strada intrapresa con il “Tavolo frutta del Monviso”: esperienza che non ha eguali in molte altre regioni d’Italia e dal quale sono giunte tante proposte per venire incontro alle aziende del comparto”.

Igor Varrone, direttore Cia-Agricoltori Italiani Cuneo: “In questo momento sì: sono state riaperte le frontiere, si va verso una certa normalizzazione. È in linea di arrivo anche la firma del decreto flussi, anche se crediamo sia notevolmente in ritardo: lo scorso anno è stato firmato nel mese di aprile. Questo potrebbe renderlo inutile, in quanto sono necessari mesi per portare avanti le pratiche. A metà luglio ci sarà il clou della frutta e delle mele e potrebbe mancare la manodopera formata, o parte della stessa. A supporto ci sono stati i portali dedicati al lavoro, istituiti dalla Regione e anche da Cia a livello nazionale: abbiamo attivato degli strumenti perché le aziende non subissero pesanti contraccolpi. Crediamo inoltre che la mancata attivazione dei voucher sia un fallimento della tutela da parte del Ministero: è stato un brutto scivolone della politica. Tutto il comparto agricolo e gli organismi di categoria si sono uniti in questa richiesta, che il ministro però non ha accolto. Sembra essere inutile per il Cuneese la sanatoria degli immigrati. Grande merito invece va al “Tavolo frutta del Monviso” in cui tutte le componenti, Organizzazioni di produttori e parte agricola, hanno fatto un grande lavoro nei due mesi di emergenza: la comunione di intenti ha superato il divisionismo. Crediamo che il Tavolo, superata l’emergenza Covid, debba continuare per affrontare anche le altre tematiche che sono attualmente un problema nella frutta saluzzese”.

L’ACCOGLIENZA DEI BRACCIANTI STRANIERI NELLE AZIENDE STA FUNZIONANDO?  

Roberto Moncalvo, delegato confederale Coldiretti Cuneo: “Quest’anno Coldiretti ha messo a punto un progetto di sistemazione abitativa alternativo ai campi tradizionalmente allestiti nel Saluzzese, che prevede il posizionamento di strutture mobili in azienda per consentire la vicinanza dei braccianti al luogo di lavoro e ridurre notevolmente la pressione sociale, nel pieno rispetto delle disposizioni del protocollo sanitario Covid-19. Ma non solo: è in ulteriore crescita, rispetto agli scorsi anni, il numero delle aziende che si sono dotate di spazi o alloggi in cui ospitare i braccianti o procurano loro una sistemazione. Una chiara dimostrazione che gli imprenditori agricoli stanno responsabilmente facendo la loro parte per offrire ospitalità, pur non dovuta, e per individuare soluzioni strutturali all’alloggiamento degli stagionali nonostante le gravi e perduranti difficoltà del comparto frutticolo. Il Saluzzese, ancora una volta, dà prova di essere terra di imprenditori seri e tenaci. Altro che Far West!”.

Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Cuneo e Piemonte: “Siamo agli inizi della campagna 2020: è presto per dirlo, ma non ci sono altre valide alternative all’ospitalità in azienda. Questo i nostri imprenditori lo hanno capito molto bene e, fin da subito, si sono dimostrati capaci di adeguarsi alla situazione eccezionale generata dal Covid-19, investendo risorse proprie nell’accoglienza. Come associazione abbiamo sollecitato le imprese a favorire, per quanto possibile, la sistemazione degli stagionali presso le loro strutture e abbiamo apprezzato la decisione della Regione di aprire il bando, nato anche dopo le  nostre indicazioni, che concede ai Comuni fondi per noleggiare strutture per la sistemazione temporanea degli stagionali nelle aziende agricole”.

Igor Varrone, direttore Cia-Agricoltori Italiani Cuneo: “Grazie al lavoro svolto dal Tavolo della frutta Monviso, in collaborazione a Marco Protopapa e al suo Assessorato regionale, è stato istituito un bando per dare un fondo perduto alle aziende che affittano container. Protagonisti si sono resi i Comuni, che faranno le domande e l’intermediazione per il bando stesso. Ci sarà una problematica sociale che riguarda i lavoratori che non hanno un contratto di affitto, ma è un discorso che esula dall’agricoltura e investe la sicurezza pubblica del territorio. Siamo però fiduciosi che le aziende continueranno nella direzione di tutela della salute dei dipendenti, che comprende anche il loro alloggiamento”.                

Files:
 PROTOCOLLO SANITARIO PER LE AZIENDE AGRICOLE DELLA PROVINCIA DI CUNEO 01 (474 kB)

Sergio Peirone

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