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Politica | 11 giugno 2020, 07:36

Cuneo, chi raccoglierà il testimone da Federico Borgna?

Mancano due anni esatti al voto e la non possibilità di ricandidatura del primo cittadino creerà non pochi problemi di successione. L’eterogenea alleanza lib-lab che amministra il Comune dal 2017 potrebbe spezzarsi. I nomi che si sentono circolare sono quelli dell’attuale vicesindaco Patrizia Manassero e dell’assessore Luca Serale

Cuneo, chi raccoglierà il testimone da Federico Borgna?

Patrizia Manassero, ex senatrice Pd, tra due anni potrebbe tentare la corsa al municipio di Cuneo che aveva in animo nel 2017.

Il braccio di ferro ingaggiato con Federico Borgna si era risolto a favore di quest’ultimo, ma questa volta potrebbe essere l’occasione per tentare di realizzare il sogno allora mancato.

Il circolo cuneese del suo partito, il Pd, nella primavera di tre anni fa, su forti pressioni nazionali, aveva dovuto gettare la spugna e prendere atto che Borgna era il più forte e che una lotta intestina sarebbe stata perdente per il centrosinistra.

Manassero, constatato che ad impossibilia nemo tenetur aveva fatto buon viso a cattiva sorte e si era allineata.

Non solo lei aveva fatto un passo indietro ma il suo partito aveva dovuto ingoiare il rospo del “Centro per Cuneo”, eterogenea formazione civica centrista che aveva in Beppe Delfino il regista.

Le urne, l’11 giugno del 2017, diedero ragione ai fautori dell’alleanza e Borgna venne eletto al primo turno col 59,65%.

Pd e Centro per Cuneo pareggiarono i consensi con uno scarto di appena 16 voti a vantaggio del primo.

Le trattative per la formazione della giunta si rivelarono complesse, ma alla fine la leadership del sindaco s’impose e, pur lasciando fuori dall’esecutivo i Moderati di Alberto Coggiola, la maggioranza riuscì a quadrare il cerchio e Manassero ottenne il ruolo di vicesindaco.

Ora che la consiliatura è arrivata ai due terzi del suo percorso si comincia a guardare al 2022, quando si tornerà alle urne in un quadro politico radicalmente mutato rispetto al 2017.

Infatti, dopo le regionali e le europee del 2019, la Lega nel Cuneese ha ottenuto consensi plebiscitari e i Fratelli d’Italia che tre anni fa avevano ottenuto la candidatura a sindaco del centrodestra per l’ex senatore Beppe Menardi ma con un magro risultato (14%), scalpitano per una rivincita.

La maggioranza uscente, accanto al nome dell’attuale vicesindaco, metterà probabilmente sul tavolo anche quello dell’assessore Luca Serale, già vice di Borgna durante il suo primo mandato.

Il nodo, oltre a quello del candidato sindaco, è tuttavia soprattutto politico: il Centro per Cuneo si manterrà compatto o imploderà?

E ancora: confermerà l’alleanza col Pd oppure tenterà nuove strade, offrendosi al centrodestra come “gamba” moderata?

Il centrodestra, dal canto suo, quali uomini o donne manderà in campo per contendere la guida del municipio?

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno in corso una competizione interna serrata, ma ad oggi non dispongono di leadership autorevoli e condivise nella città capoluogo di provincia.

La sponda della formazione centrista potrebbe essere considerata strategicamente suggestiva dal segretario provinciale forzista Maurizio Paoletti, considerato che in quel gruppo le simpatie berlusconiane non mancano, ma non così dai suoi colleghi Giorgio Maria Bergesio (Lega) e William Casoni (FdI).

Nella recente tornata amministrativa dello scorso anno il centrodestra è riuscito a strappare al centrosinistra Alba con Carlo Bo (Forza Italia) e Fossano con Dario Tallone (Lega) ed è logico supporre che tenterà di dare l’assalto in forze alla città dei Sette Assedi.


Giampaolo Testa

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