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Al Direttore | 12 giugno 2020, 13:05

Chiusa di Pesio, 40 anni di AVIS: "Festeggiamenti rimandati a momenti più sereni"

Riceviamo e pubblichiamo

Chiusa di Pesio, 40 anni di AVIS: "Festeggiamenti rimandati a momenti più sereni"

Gentile Direttore,

la sezione Avis di Chiusa di Pesio nasce ufficialmente il 29 dicembre 1979 nell'oratorio parrocchiale, sua prima sede ospitante, dall'iniziativa di uno sparuto gruppo di persone volenterose, iscritte alla sezione Avis di Cuneo, che, già nei due anni precedenti, si era cimentato a sensibilizzare sul tema la popolazione locale.

Le occasioni di informazione e divulgazione allora erano potenzialmente tutti i momenti di ritrovo e festeggiamento della comunità chusana ma, molto spesso, l'emoteca si "appostava" la domenica sulla piazza antistante la Chiesa al fine di convincere le persone all'uscita dalla Messa ad effettuare la prima donazione. Deve essere stata un'opera di persuasione molto vincente se 40 anni dopo, nonostante i ricambi generazionali, la sezione vanta all'attivo 117 donatori!


Soprattutto merita sottolineare che la sezione è particolarmente efficiente nel promuovere attività sportive, amatoriali o di intrattenimento al fine di perseguire i suoi principali obiettivi sociali quali:

- garanzia di assistenza ai propri iscritti;

- sensibilizzazione verso questa forma di volontariato;

- divulgazione dell'importanza delle donazioni di sangue, plasma, piastrine presso le nuove generazioni;

- promozione della propria attività sociale in varie forme;

- contribuzione ad opere di solidarietà sociale mediante autotassazione;


Gli iscritti, per effettuare le loro donazioni, si appoggiano ai Centri trasfusionali degli ospedali di Cuneo e Mondovì.


L'Avis chiusana, in considerazione della delicata e complessa situazione sanitaria e sociale attuale, ha ritenuto opportuno rimandare i festeggiamenti per gli anni di attività a momenti più sereni. Ma, proprio in ragione di tutta l'energia profusa negli anni dai suoi associati, si augura di poter spandere la propria attività di servizio e soprattutto il numero delle persone coinvolte in questa forma di donazione che ha dimostrato, proprio nelle ultime vicende, tutta la sua insostituibile importanza.


Grazie,

La Presidente Margherita Ramondetti

Al Direttore

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