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Attualità | 12 giugno 2020, 16:03

Cuneo pensa alla creazione di "Play Street" e alla città post-Covid: "I tempi di risposta ad alcune necessità si sono ristretti, serve da subito la nuova normalità"

Ieri sera (11 giugno) la seconda commissione sul Piano Strategico; si simula la realizzazione di un "sagrato laico" nei pressi dell'asilo nido "Le Pratoline" di via Tornaforte, così da poterlo fruire in totale sicurezza sanitaria

Il comune di Cuneo

Il comune di Cuneo

Trasformare una frazione di via Tornaforte di Cuneo – quella nei pressi dell’asilo nido “Le Pratoline” - in una “Play Street” pedonale dedicata all’accesso in sicurezza sanitaria alla scuola stessa, una sorta di sagrato laico con colorazione particolare e delimitato da dissuasori specifici.

Fantascienza? Nella Cuneo post-Covid parrebbe proprio di no: l’idea – illustrata dall’ingegner Elena Lovera nel corso della riunione della III^ commissione consiliare tenutasi ieri sera (giovedì 11 giugno) – è una simulazione facente parte di un progetto richiesto dai tavoli di lavoro comunali Inclusione Sociale e Sviluppo Sostenible all’Ufficio Piano Strategico del Comune; obiettivo dell’incontro, comprendere se alcune pratiche di “Scuola Aperta” già ideate in altre città possano essere replicate nel concreto nel capoluogo.

Si tratta, appunto, di una simulazione. E il documento illustrativo del progetto – attualmente fermo alla fase di elencazione dei fabbricati scolastici e allo studio dei vari elementi pubblici a essi adiacenti – non è ancora stato completato. Fatto che rende la simulazione stessa una pura anticipazione, ma che sottolinea allo stesso tempo come Cuneo stia davvero guardando al proprio (immediato) futuro.

- IL DOSSIER PRESENTATO IN COMMISSIONE

In sede di commissione le architette Cristina Renzoni (Politecnico di Milano) e Janira Vassallo (Politecnico di Torino) hanno illustrato il lavoro effettuato negli ultimi mesi proprio assieme all’Ufficio Piano Strategico del Comune, una sorta di raccolta di buone pratiche utilizzate da altri enti e soggetti europei durante la crisi sanitaria, particolarmente incentrate sulle tematiche della mobilità, della scuola e del lavoro.

Un documento complesso e articolato e, soprattutto, consultivo, nel quale si fa riferimento al documento milanese “Strade Aperte”, alle linee guida della Rete di Mobilità d’Emergenza e al manuale sull’Urbanistica Tattica (per quanto riguarda la tematica della mobilità), al rapporto “Scuole Aperte, Società Protetta” del Politecnico di Torino, all’iniziativa milanese “Piazze Aperte” e al progetto “Contrat École” di Bruxelles (rispetto alla tematica della scuola) e al rapporto del Politecnico di Torino “Imprese Aperte, Lavoratori Protetti” (per quanto riguarda la tematica del lavoro).

Un’amministrazione, oggi, deve prima di tutto comprendere le politiche e le azioni da realizzare necessariamente non possano non essere intersettoriali – hanno concordato le architette – e l’importanza del comunicare in modo efficace le proprie intenzioni e motivazioni. Guardando allo stesso tempo al presente e all’immediato futuro”.

- IL COMMENTO DELL’ASSESSORE MANTELLI

Il lavoro realizzato e presentato questa sera è coerente con quelle che, quando abbiamo iniziato a lavorare al Piano Strategico, erano le nostre esigenze in un tempo limite di 10 anni diventate poi, a causa dell’improvvisa emergenza sanitaria, d’urgenza massima: ci sono alcuni momenti in cui la Storia chiede uno strappo, un balzo in avanti, e questo è uno di quelli” ha sottolineato Mauro Mantelli.

Il Piano Strategico, che oggi deve guardare come obiettivo a una “nuova ripartenza” non è e non deve essere un libro dei sogni ma trovare attuazione, concretezza. Non dobbiamo sperare in un ritorno alla normalità, perché non si verificherà mai. Dobbiamo invece superare i modelli di società precedenti”.

simone giraudi

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