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Curiosità | 12 giugno 2020, 19:30

Sei di Bra se… conosci la storia del suo simbolo per eccellenza: la Zizzola

Alla scoperta dell’edificio neoclassico che domina la città con lo storico braidese Fra Luca Isella

Foto di Tino Gerbaldo

Foto di Tino Gerbaldo

La Zizzola. Solo e semplicemente la Zizzola. Per chi vive a Bra non c’è bisogno di aggiungere altro per individuare il simbolo della città.

Quante volte ci siamo ritrovati lì davanti e abbiamo preso dimora nel suo parco, ammirando all’orizzonte il suggestivo panorama circostante? A regalarci degli splendidi scatti c’è soprattutto Tino Gerbaldo, che l’ha immortalata in alcuni momenti da ricordare, immagini da cartolina che hanno fatto il giro del web.

Quanti di noi si sono però mai chiesti quando e perché è nata la Zizzola? Entriamo in modalità Superquark con lo storico braidese Fra Luca Isella e proviamo a scoprire qualcosa in più.

Dovete sapere che la Zizzola venne fatta costruire tra il 1844 e il 1845 quale villa o ‘casino di villeggiatura’ per la moglie dal ricco mercante e filante di seta braidese Tommaso Bruno. Questo edificio artistico domina Bra da quasi cento metri di altezza e sorge su uno dei poggi superiori del Monteguglielmo.

L’appellativo di ‘Zizzola’ denomina ‘Il frutto d’un albero che i botanici chiamano Ziziphus vulgaris. È albero pochissimo coltivato nel Piemonte, e credo non sia mai esistito sul poggio della Zizzola, troppo dominato dai venti e cogl’inverni non confacenti allo zizzolo’ (Federico Craveri, aprile 1885, su L’eco della Zizola n. 7).

Il nome al luogo venne dato in realtà dai frati Domenicani di Asti, che dal XVII secolo ebbero non lontano dal poggio una piccola casa per i religiosi che abbisognavano di convalescenza. Il posto ricordava loro una proprietà in Liguria denominato ‘Zizzola’ appunto, perché ricco di zizzoli, in italiano anche giuggioli e così diedero nome al luogo. Con il piccolo frutto si otteneva un usuale liquore casalingo ‘il brodo di giuggiole’, da cui l’affermazione festosa ‘andare in brodo di giuggiole’.

Soppressi i frati Domenicani nel 1802, al luogo rimase il nome. L’edificio neoclassico a pianta centrale ottagona, ancora con reminiscenze formali barocche, non venne peraltro mai compiutamente ultimato, ha due piani fuori terra e una torre circolare centrale a terrazza. Insieme alla vigna che la circonda divenne in seguito proprietà dei Maffei, quindi dei Traversa e poi dei Fasola.

Ignoto tutt’ora è l’autore del progetto, solo alcuni disegni simili sono stati ritrovati nell’archivio del noto architetto braidese Carlo Reviglio della Veneria. ‘Dall’undici novembre 1962 donata dal dottor Guido Fasola al Comune di Bra per essere destinato a sede di convegni o di museo o di altre attività di carattere pubblico e il giardino quale parco pubblico’ (Cfr. Lidia Botto, Tesori di Arte in Bra, p. 235). Nel 1997 venne restaurata dall’architetto Antonio Botta. Oggi è la Casa dei braidesi”.

Un’ultima curiosità. Al suo interno sono custodite vecchie e nuove testimonianze della vita cittadina in quello che rappresenta un ricco Museo etnografico di tipo multimediale.

Bene, la puntata odierna di ‘Passaggio a Bra’ finisce qui. Speriamo di avervi trasmesso qualcosa. Magari proprio la curiosità di andare a visitare la Zizzola alla prima occasione utile. Come ci insegna la storia, prima di tutto, riconquistiamo i nostri spazi!

Silvia Gullino

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