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Cronaca | 12 giugno 2020, 12:30

Messaggi, minacce e botte all’ex compagno: braidese accusata di stalking e lesioni

Avviso di conclusione delle indagini per un’impiegata 40enne, che non si era rassegnata alla fine della relazione con l’uomo

Messaggi, minacce e botte all’ex compagno: braidese accusata di stalking e lesioni

Il Tribunale di Asti ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari condotte nei confronti di una 40enne impiegata di Bra, al centro di un procedimento che la vede accusata dei reati di atti persecutori e lesioni.

Le due imputazioni sono la conseguenza di azioni che la donna avrebbe messo in atto tra l’ottobre 2018 e l’agosto 2019, al termine una tormentata relazione sentimentale dalla quale è anche nata una bambina, che ora ha 6 anni.

La donna, non accettando evidentemente la fine della relazione, avrebbe ripetutamente molestato e minacciato l’ex compagno, ingenerando nell’uomo un stato di ansia e paura.

Non rassegnata a quell’epilogo come alla circostanza di essere stata sostituita da un’altra persona negli interessi dell’ex compagno, l’indagata avrebbe messo in atto nei suoi confronti un composito quadro di azioni dal contenuto persecutorio, con telefonate in orario notturno e messaggi molesti e dai contenuti minacciosi, arrivando anche a strumentalizzare la figura della figlia minore.

In alcune occasioni l’impiegata sarebbe poi arrivata alle mani. Tra gli episodi all’attenzione della Procura astigiana quello verificatosi il 4 maggio 2019, quando la 40enne avrebbe aggredito l’ex compagno all’interno del suo laboratorio artigiano, percuotendolo e insultandolo di fronte a diverse persone lì presenti nel locale, che sarebbero intervenute per allontanarla.

In un’altra occasione avrebbe atteso il rientro a casa dell’uomo in orario notturno, con la scusa di vedere e parlare alla figlioletta, arrivando poi ad aggredirlo con calci e pugni e minacciandone anche l’amica, rientrata con lui. Da qui l’accusa di lesioni, suffragata dalle escoriazioni e dagli ematomi che l’uomo avrebbe rimediato cadendo anche a terra.

Difesa dall’avvocato albese Roberto Ponzio, l’impiegata avrà ora venti giorni di tempo per farsi interrogare dal magistrato che ha condotto le indagini, il pubblico ministero presso la Procura astigiana Simona Macciò.

Ezio Massucco

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