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Attualità | 15 giugno 2020, 12:05

Monastero di Vasco: residenti in protesta, slittano i lavori per la nuova antenna

Il sindaco, Giuseppe Zarcone, ha rimosso i cartelli di divieto di sosta posizionati in via San Lorenzo dalla ditta incaricata dell'esecuzione dell'intervento, in quanto non autorizzati dal Comune. Gli abitanti, inoltre, hanno bloccato l'area di manovra parcheggiando i loro veicoli a bordo strada

Monastero di Vasco: residenti in protesta, slittano i lavori per la nuova antenna

Continua a tenere banco a Monastero di Vasco la questione connessa alla maxi antenna che dovrebbe sorgere in via San Lorenzo in seguito a un accordo tra un privato cittadino e un colosso della telefonia mobile.

Trattasi, in particolare, di un ripetitore telefonico volto a migliorare il segnale (e non di 5G), la cui installazione, tuttavia, non ha trovato favorevole non soltanto l'intera amministrazione comunale (tanto la maggioranza quanto la minoranza hanno manifestato la propria contrarietà), ma anche buona parte dei residenti monasteresi.

L'antenna, infatti, rappresenterebbe esteticamente un pugno in un occhio nello skyline del Comune monregalese, deturpando il paesaggio; eppure, nonostante gli amministratori si siano celermente attivati per scongiurarne la posa, non sono state riscontrate irregolarità nel progetto dell'opera, che verrà così portato a compimento.

Non sarà però consentita la tecnologia 5G, con il sindaco, Giuseppe Zarcone, che si è già ufficialmente impegnato a emettere un provvedimento municipale teso a vietare ogni sperimentazione almeno sino a quando non vi saranno certezze in merito alla tutela della salute pubblica da parte del ministero preposto.

Non solo: il primo cittadino, nella giornata di domenica 14 giugno 2020, ha rimosso i cartelli di divieto di sosta presenti in via San Lorenzo e installati senza il consenso del Comune da parte della ditta che, a partire da oggi, avrebbe dovuto dare il via al cantiere della maxi antenna. Inoltre, i residenti della zona hanno parcheggiato le loro auto a bordo strada in segno di protesta, impedendo così ai mezzi di fare manovra. Una battuta d'arresto inattesa, che fa slittare di qualche giorno l'avvio dei lavori. 

Alessandro Nidi

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