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Attualità | 15 giugno 2020, 19:30

Scuola, via al tavolo di lavoro di FLC CGIL: "Obiettivo, la ripartenza a settembre in presenza. Ma prima capiamo se si può attuare"

Il primo incontro oggi (15 giugno) su Zoom; fermo l'intervento dei rappresentanti dei dirigenti scolastici: "Ripartire significa accettare il rischio dell'aumento dei contagi. Ma è una mossa che sta alla politica nazionale"

Foto generica - Unsplash

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Ricominciare con la scuola in presenza significa accettare il rischio concreto dell’aumento del contagio da Covid-19 nel nome del servizio migliore possibile per i nostri ragazzi. È un rischio che deve essere preso a livello di politica nazionale: i dirigenti devono assumersi le proprie responsabilità ma anche essere protetti a livello normativo, altrimenti con l’inizio del prossimo anno scolastico la scelta sarà tra il servizio e l’autotutela”.

La scuola ripartirà a settembre, secondo le ultime indiscrezioni il 14. Ma come?

È questo il senso dell’incontro – primo di diversi, secondo la proponente CGIL Cuneo – realizzato via Zoom nel pomeriggio di oggi (lunedì 15 giugno). Presenti il segretario provinciale FLC CGIL Doriano Ficara, il segretario generale CGIL Cuneo Davide Masera, il presidente della provincia Federico Borgna, il vicesindaco di Cuneo Patrizia Manassero, il provveditore Maria Teresa Furci e il senatore Mino Taricco, oltre a rappresentanti dei dirigenti (autori della citazione in apertura all'articolo), degli insegnanti, dei genitori e del personale ATA.

L’incontro – necessariamente “in anticipo” dato che dal governo centrale ancora mancano reali linee guida sulla ripresa delle attività scolastiche a settembre – è servito prima di tutto a mettere intorno a un tavolo gli attori provinciali della materia, e a fare il punto della situazione nel marasma di idee, previsioni, supposizioni, ipotesi e vere e proprie fake news diramate in questi mesi.

Centrale l’intervento iniziale dei dirigenti, che hanno posto le due principali questioni. La prima, incentrata sui fondi erogati e in procinto di essere consegnati al territorio (davvero sufficienti per realizzare la protezione sanitaria?), la seconda rispetto alle problematiche concrete come gli orari dei docenti e gli spazi veri e propri dei locali scolastici (assolutamente non estendibili). Insomma, a fronte della necessità di ritornare alla scuola in presenza, nel concreto il distanziamento sociale è davvero possibile?

- IL COMMENTO DEL PROVVEDITORE

Tutti noi condividiamo la preoccupazione per il riavvio dell’anno scolastico a settembre, nonostante la data del 14 sia ancora in fase di conferma ufficiale – ha sottolineato Maria Teresa Furci - . Le linee guida che tanto attendiamo, comunque, saranno necessariamente generali e adattabili scuola per scuola”.

Le questioni degli spazi e dell’organico sono i punti nodali della questione e su di essi deve convergere l’attenzione e lo sforzo delle politiche nazionali. In Granda stiamo mappando il territorio per comprendere le specifiche di ogni edificio. Abbiamo formato le classi per il prossimo anno seguendo i parametri ordinari, e nonostante il clima di sospetto in Granda la maggior parte delle classi non ha numeri sufficientemente elevati da prospettare una gestione particolarmente critica”.

- LE SIGLE SINDACALI

Doriano Ficara ha sottolineato come il sindacato sia stato il primo “a mettersi in gioco e a mettere insieme le diverse anime dell’universo scolastico. Il Covid-19 non ha azzerato il diritto dei lavoratori e degli studenti”. “In questi incontri uniremo ottiche diverse, tutte puntate verso lo stesso obiettivo: la ripartenza a settembre della scuola in presenza. Ora come ora non si possono prendere decisioni concrete, è vero, ma identificare linee di pensiero comuni sicuramente sì; è bene però sottolineare come non si tornerà facilmente al passato: siamo tutti chiamati anche a pensare ai possibili “piani B”, perché quello “A” potrebbe non essere attuabile in tempo utile”.

Scuola, diritto al lavoro e sanità sono i pilastri della nostra società. Sulla questione, però, siamo drammaticamente in ritardo: negli ultimi mesi si è parlato molto di come staremo in spiaggia e, nel concreto, molto poco della riapertura delle scuole” ha aggiunto Davide Masera. “Certo è che, in vista di settembre, qualche rischio lo si dovrà correre. Serve intercettare più risorse possibili”.

- IL PARERE DI BORGNA E MANASSERO

Il tema della ripresa vede al centro tre rigidità, nell’ottica dell’edilizia scolastica, dell’organico e della sfera contrattuale – ha specificato il presidente della provincia e sindaco di Cuneo Federico Borgna, che ha richiesto lo sforzo e l’impegno di tutti i coinvolti - . Qualsiasi intervento di edilizia scolastica richiede risorse che, per arrivare a bilancio, necessitano di tempo e passaggi burocratici; anche immaginando che in qualche modo si sveltisca il tutto, lavori significativi nel giro di due mesi sono difficili da considerare possibili. Specie senza linee guida, semplicemente non sappiamo che interventi attuare”.

Riaprire la scuola in presenza a settembre è un banco di prova per tutto il Paese – ha sentenziato Patrizia Manassero - . L’obiettivo è comune, ma i punti interrogativi ancora tantissimi, tra cui la gestione del sistema di trasporto scolastico, quella del servizio mensa e la sfera dell’assistenza all’autonomia”. “Gli obiettivi temporali sono l’apertura dei centri estivi, l’esame di maturità e la ripartenza vera e propria, che dobbiamo affrontare con un lavoro strettamente coordinato. Ma, anche, capire come e cosa si possa imparare dal periodo di emergenza appena vissuto”.

simone giraudi

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