/ Attualità

Attualità | 16 giugno 2020, 11:28

Niente ripartenza per i parchi gioco di Cuneo, l'appello di un lettore: "Servono soluzioni più dignitose per i più piccoli"

La riapertura come disposta dal DPCM dell'11 giugno risulta troppo complessa da applicare, nel concreto, ma le famiglie cercano ogni possibile spiraglio: "Dopo tanto sacrificio stiamo affrontando una pallida ripresa, non possiamo gravare solo sui "santi" nonni"

Foto generica

Foto generica

E' ufficiale: i parchi gioco comunali, a partire dalla giornata di ieri (lunedì 15 giugno) possono riaprire.

La presa di posizione è contenuta nell'ultimo DPCM datato giovedì scorso (11 giugno) nel quale si specifica ai Comuni responsabili non solo la necessità di utilizzare operatori per la custodia dei bambini ma anche - e soprattutto - di ottemperare ai protocolli di sicurezza secondo le linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Sembra però che, almeno in Granda, non molte siano le amministrazioni pronte alla riapertura nel concreto. Tra di esse, quella della città capoluogo, Cuneo, con i suoi 39 parchi gioco pubblici ancora chiusi.

A darne notizia la lettera di un padre cuneese giunta in redazione proprio nel pomeriggio di ieri (15 giugno): "Sono papà di un figlio di appena 1 anno e mezzo, che come tanti, ha vissuto una quarantena faticosa e lunga non potendo spiegargli che cosa stesse succedendo nel mondo - si legge nel testo - . Dopo tanto sacrificio stiamo affrontando una pallida ripresa, genitori che tornano a lavoro sperando nel sacrificio di nonni “santi” che cercano di dare una mano nelle assenze".

"A questo punto io mi chiedo, è questo il futuro che vogliamo per i nostri figli? Mi appello al Sig. Sindaco affinché possa valutare soluzioni più dignitose per i più piccolini".

Secondo l'amministrazione comunale riaprire i parchi gioco secondo DPCM è attualmente impossibile: non si può attuare, nel concreto, la necessaria vigilanza sugli accessi contingentati e sul distanziamento sociale. Bisognerà insomma attendere un nuovo allentamento delle misure da parte del governo centrale.

La cancellazione della dimensione della socialità per i bambini è certamente tema centrale dell'emergenza sanitaria, e dell'attuale periodo post-emergenziale. Un problema che non troverà soluzione finché non si chiariranno con certezza, per esempio, le modalità del ritorno a scuola in presenza (su cui la provincia di Cuneo ha cominciato proprio ieri a dibattere); nell'attesa, si procede a piccoli passi, e si continua - inevitabilmente e, anche, comprensibilmente - a chiedere pazienza ai cittadini.

Proprio questo lunedì, per esempio, sono partiti i primi progetti dell'estate ragazzi comunale, illustrati in una commissione ad hoc nel corso della settimana passata.

simone giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium