L'Internazionale di Alessio Ghisolfi - 17 giugno 2020, 19:45

I miliardi dei narcos secondo Antonio Maria Costa: ex Zar antidroga

I miliardi dei narcos secondo Antonio Maria Costa: ex Zar antidroga

Schietto e preciso come sempre, l’ex Zar dell’antidroga Antonio Maria Costa - una vista spesa nell’impegno alle Nazioni Unite, da New York a Vienna - è tra i pochi a evidenziare come anche i banchieri cerchino i patrimoni delle narcomafie.
Racconta un argomento che anche in italiabresta un tabù. I soldi delle mafie sono appetibili, secondo Costa, perché sono tanti; le crisi del 2003 e del 2008 sono infatti secondo la sua analisi il motorino che ha trasformato la criminalità organizzata in un buon cliente.


Ascoltare Antonio Costa, che ho il privilegio di avere come amico paterno da moltissimi anni, è  come entrare nel fascino di chi sa di che cosa parla, a maggior ragione oggi nella grande approssimazione generale che pervade l’ambiente internazionale: egli cita il caso della Wachovia Bank di New York, accusata di riciclare ben 480 milioni di dollari provenienti dai traffici dei narcosi messicani, un esempio tra tanti. Costa però pone un problema: quello della diversità di giurisdizione in materia in un mercato globale che ruota attorno a quel pendolo del potere che bene racconta in “The checkmate pendulum” e che fa tesoro delle sue esperienze come conoscitore dei meccanismi del riciclaggio  e degli interessi che promuovono la legalizzazione della droga. Africa, Pacifico, Caraibi sono solo alcuni dei luoghi dove i narcosi sanno benissimo che possono far confluire denaro contante nelle locali banche e in pochi istanti rimetterlo in circolazione su     quelli che lo stesso definisce “canali internazionali”. E’ chiaro che con simili disparita la lotta al crimine resta condotta a macchia di leopardo e l’assenza, dico io, delle istituzioni europee e generali, tra i continenti, sulla materia lasciano spazio ai narcos.

Servirebbe un G8 solo sul tema che Costa lancia sullo scacchiere internazionale, voce fuori dal coro, un detonatore contro l’assopimento delle istituzioni che lasciano sola la magistratura nel difficile compito di tutela della legalità.

Alessio Ghisolfi

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