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Attualità | 20 giugno 2020, 07:30

#controcorrente: a causa del coronavirus sarà un’estate senza sagre: momenti importanti per sentirsi comunità

Purtroppo il mostro Covid-19 ci ha “regalato” un devastante percorso di morte e di sofferenza. Ed è questo il dolore più grande che tutti dobbiamo ancora metabolizzare. Ma ci ha anche tolto la possibilità di condividere con gli altri la gioia di incontrarsi e di stare insieme. Tagliando le gambe al tentativo di riprendere faticosamente il cammino

Nella foto di repertorio la serata a una festa patronale in provincia di Cuneo

Nella foto di repertorio la serata a una festa patronale in provincia di Cuneo

A causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus non sarà l’estate delle manifestazioni, dei concerti, delle iniziative culturali. O comunque la loro organizzazione verrà ridotta ai minimi termini. Con tutti i problemi per un mondo di lavoratori rimasto senza occupazione. Ma, quasi certamente, sarà anche l’estate senza feste patronali e sagre di prodotti tipici.

La conferma viene da Giuliano Degiovanni, presidente regionale delle Pro loco organizzatrici dei tanti appuntamenti sul territorio.

“Al momento - dice Degiovanni - con le disposizioni che impediscono gli assembramenti diventa impossibile proporre un pranzo o una cena. E se anche la Regione permettesse di farlo, perché a breve avremo un incontro, si dovrebbero giustamente rispettare le stesse regole dei ristoranti con il distanziamento fisico dei tavoli e un numero ridotto di persone. Allora bisognerà valutare bene se sono sopportabili i costi economici dei mancati introiti e, comunque, non avrebbe senso vietare l’ingresso a qualcuno in iniziative che, da sempre, sono aperte a tutti. Poi si presenterebbero dei problemi organizzativi enormi per delle associazioni composte da volontari. Inoltre, c’è anche una questione etica da mettere in luce. I ristoratori sono in difficoltà: se facciamo loro concorrenza attraverso le nostre serate rischiamo di creare più danni che benefici. Certo senza feste di paese ne avranno una perdita economica i fornitori dei prodotti da bere e di quelli per la cucina, chi allestisce le strutture, le orchestre. Però quest’anno ho proprio l’impressione che saremo costretti a rinunciare”.

Le sagre considerate da qualcuno un groviglio di abbuffate mangerecce rappresentano, al contrario, soprattutto nei borghi più piccoli, momenti importanti di aggregazione e del sentirsi comunità. Per raccontare le tue storie e ascoltare chi ti sta seduto accanto e troppo frettolosamente saluti il mattino sul pianerottolo di casa, prima di andare al lavoro. Ma non solo. Nelle programmazione non mancano gli appuntamenti sportivi e musicali. Altre occasioni per trascorrere alcuni momenti di serenità lontano dai ritmi frenetici imposti dal vivere di ogni giorno.

Purtroppo il mostro Covid-19 ci ha “regalato” un devastante percorso di morte e di sofferenza. Ed è questo il dolore più grande che tutti dobbiamo ancora metabolizzare. Ma ci ha anche tolto la possibilità di condividere con gli altri la gioia di incontrarsi e di stare insieme. Tagliando le gambe al tentativo di riprendere faticosamente il cammino.         

Sergio Peirone

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