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Attualità | 21 giugno 2020, 19:40

Fiori d’arancio nella fase due: a La Morra il primo matrimonio religioso dopo il lockdown

Anche nelle Langhe si torna finalmente a sposarsi in chiesa, tra testimoni in mascherina e distanziamento sociale. Nella chiesa di San Martino Valeria e Andrea hanno pronunciato il fatidico “sì”

Fotoservizio di Barbara Guazzone

Fotoservizio di Barbara Guazzone

Valeria ha 30 anni ed è albese. Andrea ne ha 28 ed è di La Morra. Entrambi lavorano presso le cantine Poderi Marcarini, storica realtà vitivinicola e da tempo anche ricettiva che la famiglia di lui conduce dalla sede di piazza Martiri a La Morra. Lei si occupa di incoming e visite in cantina, lui segue il marketing aziendale.
Sono loro i protagonisti della bella cerimonia celebrata in paese nel pomeriggio di ieri, sabato 20 giugno: un'unione che in qualche modo segna il ritorno alla tanto agognata normalità anche per quanto riguarda la celebrazione dei matrimoni religiosi officiati nelle chiese di Langa e Roero, dopo un fermo – quello imposto dal lockdown – durato mesi.


“Valeria e io ci siamo conosciuti cinque anni fa – ci racconta Andrea -. Il 10 luglio dello scorso anno, nel giorno del nostro quarto anniversario, mi sono deciso a farle la proposta!”.
“Ero emozionantissima – interviene con un gran sorriso Valeria - e aspettavo da tanto questo momento. Tra i singhiozzi gli ho risposto di 'sì' e abbiamo fissato le nozze per il 20 giugno 2020, data nella quale, nei programmi e nelle intenzioni di allora, sarebbe dovuto cadere 'il nostro giorno'”.

Nel cuore della scorsa estate nessuno di noi, nemmeno nel suo incubo peggiore, poteva però immaginare che sarebbe arrivato il Coronavirus e che molte cose, rispetto ad allora, sarebbero cambiate.
“Ovviamente non sapevamo cosa ci stesse aspettando, che una pandemia era alle porte – continuano i due giovani sposi -. Non neghiamo che anche noi, nello scorso febbraio, avevamo un po’ sottovalutato la cosa dicendo 'di sicuro per giugno sarà passato tutto'. Inutile dire che ci sbagliavamo”.

“Abbiamo atteso fino all’ultimo per prendere una decisione – continua Andrea -. Le norme cambiavano di continuo e anche l’altalenarsi di ottimismo e di pessimismo nelle notizie e negli stati d’animo ci hanno fatto ritardare la scelta sul confermare le nozze o rimandarle”.
“Era il 18 maggio - aggiunge Valeria - quando alla fine abbiamo deciso di mantenere la data che ormai ci accompagnava da più di dieci mesi e che avrebbe rappresentato il coronamento del nostro amore”.

Con l’entrata nella "fase 2" e l’allentamento di alcune delle norme maggiormente restrittive, si poteva già capire in linea di massima quali potessero essere le cose da poter fare e quelle assolutamente vietate.
“Ci siamo interrogati su quali fossero le condizioni minime a cui eravamo disposti a scendere per sposarci ugualmente – raccontano - e abbiamo deciso che, se secondo le direttive che sarebbero uscite il 18 maggio avremmo potuto sposarci alla presenza dei nostri genitori e testimoni, allora lo avremmo fatto. Fortunatamente le restrizioni alla fine sono state un po’ più blande di quanto non si pensasse anche solo poche settimane prima, e quindi abbiamo confermato ai parenti che ci saremmo sposati in chiesa e nel giorno prestabilito”.

“Ovviamente le rinunce sono state molte – prosegue Valeria -, dal viaggio di nozze che abbiamo rimandato al prossimo anno, alla festa post matrimonio. Ci aspetta solo una bicchierata coi nostri familiari più stretti”.

“Questi compromessi però – aggiunge Andrea - ci hanno permesso di vivere e apprezzare ancora di più la bellezza del matrimonio, senza tutti i fronzoli ai quali siamo abituati e che, anche per noi, erano un pensiero presente. Ci stiamo godendo il giorno, che di sicuro ricorderemo per tutta la vita e per festeggiare ci sarà tempo il prossimo anno, quando diremo addio alle mascherine una volta per tutte”.

A celebrare il matrimonio, il parroco di Cherasco don Filippo Torterolo, col concelebrante don Massimo Scotto, parroco di La Morra. La cerimonia si è svolta con attenzione al rispetto delle normative, sotto l’occhio vigile dei volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta di Cuneo, che hanno fornito assistenza ai partecipanti per l’igienizzazione delle mani all’ingresso della chiesa, la sistemazione dei posti nei banchi nel rispetto della distanza interpersonale e il contingentamento delle presenze in base alla capienza della chiesa.

Visti i limiti posti dalle misure di contingentamento, in chiesa oltre i parenti era presente solo una ristretta rappresentanza di amici, che non hanno comunque fatto mancare calore e affetto a due neo sposi.

La calda giornata di sole – la celebrazione è avvenuta nel pomeriggio – non ha certo aiutato nell’obbligo di indossare la mascherina, tratto decisamente distintivo del periodo che stiamo vivendo. A parte questo la cerimonia ha fatto notare il maggior rigore dettato dalle misure anti Covid soprattutto in alcuni momenti, come quello della comunione, cui i presenti si sono approcciati mantenendo la distanza di sicurezza, allineandosi lungo la navata della chiesa.  

Rimandati al prossimo anno tutti i festeggiamenti, quelli che solitamente seguono la celebrazione religiosa: dal banchetto – che per ovvi motivi sarebbe stato sicuramente limitato dalla normativa –, alla festa con gli amici, visto che per ballare alla fine si dovrebbero avere 4 metri quadrati a testa di spazio.

I festeggiamenti allargati sono solo rimandati. Valeria e Andrea per intanto si godono il bel momento, e gli auguri dei presenti. Insieme alle felicitazioni della nostra redazione. Viva gli sposi!

E. M.

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