/ Sanità

Sanità | 23 giugno 2020, 14:41

La sala ibrida del Santa Croce fondamentale durante l'emergenza: 70 interventi urgenti nel "boom" Covid (FOTO E VIDEO)

Locatelli: “La collocazione della sala tra il Pronto Soccorso e la Rianimazione, strutture pienamente coinvolte nella gestione della pandemia, ci ha consentito di dirottare anche tutti i pazienti cosiddetti “grigi” in un’area dedicata per interventi di urgenza ed emergenza, circa 70 nel periodo Covid”

FOTO DI DANIELE CAPONNETTO

FOTO DI DANIELE CAPONNETTO

Una sala ibrida di altissimo livello tecnologico al Santa Croce e Carle di Cuneo è stata fondamentale durante l'emergenza Covid-19.     

A dirlo in conferenza oggi, martedì 23 giugno, il dottor Alessandro Locatelli, direttore del dipartimento di Emergenza e Aree Critiche dell’azienda ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, in prima linea nella gestione della diffusione pandemica del coronavirus all'interno del nosocomio cuneese.

La sala ibrida è stata inaugurata nel 2012 e conta ad oggi 3.050 interventi complessi. Nato per interventi di tipo cardiovascolare si è poi estesa negli anni anche alla neurochirurgia, alla chirurgia toracica e alla ginecologia-ostetricia.

Grazie a questo spazio e alle tecnologie in essa inserita è stato possibile non sospendere tutta l’attività tempo-dipendente e di urgenza, dai traumi ai tagli cesarei, alla chirurgia cardiaca mini-invasiva.



“Durante il periodo Covid la disponibilità di una sala ibrida per la nostra azienda è stata fondamentale”
- ha dichiarato Locatelli - “La collocazione della sala tra il Pronto Soccorso e la Rianimazione, strutture pienamente coinvolte nella gestione della pandemia, ci ha consentito di dirottare anche tutti i pazienti cosiddetti “grigi” (cioè giunti in Pronto soccorso e in attesa di tampone, ndr) in un’area dedicata per interventi di urgenza ed emergenza, circa 70 nel periodo Covid”.


Ancora Locatelli: “Una procedura mini-invasiva molto precisa ha consentito, negli ultimi anni, di aprire la sala – uno dei pochi casi al mondo - per interventi di chirurgia toracica. L’integrazione tra alta tecnologia e diagnostica intra-operatoria, oltre alla disponibilità di un’équipe di professionisti d’eccellenza, ne fanno un fiore all’occhiello per la gestione di procedure relative a discipline diverse. Ormai questo tipo di sala è indispensabile, un eventuale nuovo ospedale dovrebbe prevederne tre o quattro.”  

Superata la fase di boom pandemico, l'attività ospedaliera sta riprendendo le attività ordinarie. Si calcola un 70% di attività ordinaria ripresa.

Daniele Caponnetto

MoreVideo: le immagini della giornata

Загрузка...

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium