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Attualità | 23 giugno 2020, 16:35

A Govone un progetto che fa discutere: "Quel muro non è una bruttura da eliminare". Il sindaco: "Restituiremo al castello il suo antico profilo"

L’Amministrazione guidata da Elio Sorba punta ai fondi Crc per rimuovere il manufatto che circoscrive il giardino dell’ex asilo, ora biblioteca popolare. La minoranza: "Un oltraggio alla storia del paese". Il primo cittadino: "Quell’opera parte di un generale progetto di valorizzazione della terrazza superiore"

Il muro che l'Amministrazione govonese intenderebbe rimuovere

Il muro che l'Amministrazione govonese intenderebbe rimuovere

La minoranza attacca, il sindaco risponde. E’ divenuto terreno di scontro politico a Govone il progetto col quale l’Amministrazione comunale guidata da Elio Sorba ha candidato il centro roerino alla nuova edizione del "Bando Distruzione", iniziativa con la quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo finanzia interventi coi quali i municipi della Granda intendono rimuovere o mascherare brutture architettoniche presenti nei loro centri.

E’ di ieri la denuncia che la minoranza guidata dall’ex sindaco Ornella Ponchione ha reso pubblica circa l’intenzione dell’attuale Amministrazione di partecipare al concorso con l'obiettivo di abbattere il muro che circoscrive il giardino della biblioteca popolare ubicata nel castello sabaudo, riconosciuto bene Unesco dal 1997.

"Il nostro gruppo – ha mandato a dire in un documento l’opposizione govonese, dopo aver appreso del progetto dalla pagina Facebook del Comune –, sollecitato anche da molti govonesi scandalizzati, esprime la massima indignazione sia per non aver avuto informazioni al riguardo, sia per l’ingannevole modalità di comunicazione con cui è stata presentata al pubblico (il titolo recita infatti “Valorizzazione della terrazza”…), ma soprattutto per l’assurdità e la gravità della decisione stessa. La volontà di distruggere quel luogo, creato in altri tempi da menti illuminate come spazio utile ad accogliere l’Asilo Infantile fondato nel 1852 dal teol. Costantino Dalmasso, è veramente un oltraggio alla storia del paese".

"Un pesante oltraggio –
prosegue Ornella Ponchione –, diretto non tanto all’epopea dei Solaro o dei Savoia, così lontani nel tempo, quanto alla storia recente, fatta da persone che hanno costruito la comunità govonese nel secolo scorso. Non si può e non si deve abbattere un muro storico, sia perché conta più di 70 anni, sia perché raccoglie immagini, ricordi e momenti belli della vita del paese (…). In quel giardino sono cresciute intere generazioni, si sono svolte cerimonie importanti volute dalle amministrazioni precedenti e hanno trovato e trovano spazio iniziative di carattere culturale, sempre protette dal passaggio indiscreto di curiosi. È un luogo prezioso, che va mantenuto e non distrutto. È un luogo bello, non una bruttura da eliminare. Nel nostro comune ce ne sono sicuramente tante altre da demolire, ma non certamente quel muro. Il sindaco ritiri immediatamente la candidatura al bando e rinunci a questa assurda idea".

"Il progetto candidato al "Bando Distruzione" della Fondazione Crc – è la replica che il primo cittadino ha consegnato al nostro giornale – non si limita in realtà a demolire solo il muro perimetrale del cortile dell’ex-asilo, costruito nel 1915 a seguito del trasferimento dell’asilo all’interno del castello qualche anno prima, ma prevede anche la ricostruzione del parapetto simmetrico a quello esistente presente su piazza Roma, in modo da restituire al castello l’immagine che possedeva dal Settecento fino ai prima decenni del Novecento e riconnettere la facciata ovest con il suo giardino in quella assialità caratterizzata da elementi architettonici e naturalistici voluta dai conti Solaro di Govone".

"L’intervento –
continua il primo cittadino – si inserisce infatti in un generale progetto di valorizzazione della terrazza superiore, su cui sorge il castello, finanziato con 300 mila euro dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, che prevede il consolidamento dei muri di sostegno e degli scaloni monumentali per accedere al castello dai giardini. In questo caso il valore storico artistico che assumerà il castello reale di Govone, al termine di tutti gli interventi, è sicuramente preponderante. Per questo motivo si è scelto di ipotizzare di demolire il muro dell’ex-asilo, che ha concluso la suo funzione di proteggere generazioni di piccoli govonesi, consapevoli che comunque l’ultima parola sulla possibilità di abbattere questo manufatto spetta al Segretariato Regionale per il Piemonte, ente di tutela preposto alla valutazione del valore storico artistico dell’intervento, che non si è ancora espresso".

Tiziana Fantino

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