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Politica | 29 giugno 2020, 14:15

Taglio del monte ore per le addette alle pulizie, a Savigliano la polemica crea spaccature nella maggioranza

Filcams Cgil: “Difetto a monte nel capitolato di gara”. Ferraro (Città di Savigliano): “Io sto con le lavoratrici”. Portera (M5S): “Si è tenuto conto degli interventi aggiuntivi per l’emergenza sanitaria?”. Se ne discute questa sera in Consiglio comunale

Taglio del monte ore per le addette alle pulizie, a Savigliano la polemica crea spaccature nella maggioranza

Sta continuando a fare discutere la questione del cambio di appalto della ditta di pulizie per gli immobili comunali che ha visto una riduzione di oltre 30% delle ore lavorative, e di conseguenza degli stipendi, delle otto addette al servizio.

Una polemica che si è sollevata dopo l’intervento della Filcams Cgil e che si è estesa  all'interno della Maggioranza, con l’intervento a sostegno delle lavoratrici del consigliere capogruppo Rocco Ferraro (Città di Savigliano). 

“Io sto con le lavoratrici e la Cgil” aveva scritto fa il consigliere in un lettera agli organi di stampa “Quando alcuni mesi fa la giunta ci aveva informati con orgoglio di aver ottenuto per il rinnovo dell’appalto un notevole ribasso, da buona 'pecora nera' avevo già polemizzato internamente con la mia giunta, certo che nell’arco di poche settimane i vantaggi di quel ribasso si sarebbero tradotti in svantaggi per le lavoratrici”. 

E sottolineava l’aspetto umano ed etico della questione: “Ora che il tempo mi ha dato ragione non intendo avallare una scelta della giunta che ritengo profondamente sbagliata e me ne assumo chiaramente la responsabilità umana e politica. E’ una questione non solo politica, ma di coerenza e profondamente umana. Se un appalto non ha dei costi in linea con i prezzi di mercato, a farne le spese saranno immancabilmente i lavoratori, specialmente quelli più fragili. È già molto grave che cose del genere accadano nel privato. Nel pubblico è francamente inaccettabile”. 

Una presa di posizione che non spinge tuttavia il consigliere a rassegnare le dimissioni: “Io mi dimetto, cacciatemi da capogruppo se ritenete, ma io non ho problemi a stare al fianco di queste ragazze”. 

A Ferraro fa eco il consigliere di minoranza Antonello Portera (M5S) che in un’interpellanza chiede all’Amministrazione le motivazioni per la riduzione del monte ore delle lavoratrici: “se si sia ritenuto necessario per esigenze di bilancio ridurre certi interventi che in precedenza erano utili - scrive Portera - o se nell’intervallo tra il precedente e l’attuale contratto siano intervenuti dei fatti che abbiano ridotto le necessità di interventi inerenti la polizia dei locali”. E inoltre “se si sia valutata l’eventualità di interventi aggiuntivi una volta sopraggiunto il problema dell’emergenza sanitaria con tutto ciò che comporta in tema di igiene e santificazione dei locali”. Il consigliere pentastellato infine chiede di sapere quali cautele siano state dottate dall’amministrazione al fine di salvaguardare il lavoro dei dipendenti addetti alle pulizie. 

Il nodo della questione nasce proprio attorno alla sensibile riduzione di ore delle otto dipendenti. Dopo un primo incontro tra sindacato e Comune di Savigliano non erano emerse soluzioni per cui la Filcams Cgil era tornata sul problema con una nota stampa in cui si evidenziava come il difetto sia nato proprio dal capitolato di gara emesso dall’ente comunale: “Si è passati infatti da 750 ore mensili totali, di fatto lavorate, a 525, le ore presunte indicate dall'amministrazione sul capitolato di gara erano 500”. 

Un taglio di ore lavorative settimanali pari al 32% che mette in difficoltà la stabilità economica delle lavoratrici, le quali si sono viste costrette a firmare il contratto con la ditta subentrante per non essere escluse dall’appalto. “Il Comune aveva a disposizione le ore reali che le lavoratrici svolgevano - spiega Edmondo Arcuri, Filcams Cgil -  di quelle 750 ore ne era a conoscenza, ora scarica su altre figure responsabilità che sono sue. Per fare risparmiare circa due euro all'anno ai cittadini, crea un problema sociale. Le lavoratrici infatti con quelle ore raggiungevano il minimo Irpef per avere il “bonus Renzi”, avendo tagliato le ore subiscono una riduzione del reddito notevole, oltre a non ottenere più quegli 80 euro mensili". E aggiunge: "Il Comune non si è assunto la responsabilità politica di aver fatto una scelta e oltre tutto non ha tenuto conto del taglio di ore in un periodo di Covid in cui la santificazione è importantissima”.

Proprio con le sanificazioni in tempi di Covid però potrebbe arrivare la soluzione: “Il Comune potrebbe rivedere sulla base della nuova normativa Covid19 il passaggio di sanificazione degli ambienti come l’università anche in vista a settembre del rientro degli studenti”.

Per il momento, l’Amministrazione, insieme al sindaco Giulio Ambroggio, ha affidato a una nota stampa la propria posizione: “tutte le lavoratrici interessate sono state assunte dalla ditta subentrante. Il salario e l'orario di lavoro dei dipendenti della ditta vincitrice dell'appalto sono di competenza dei rapporti sindacali tra azienda e lavoratori, nei quali il Comune non può né deve interferire".

La questione verrà discussa questa sera durante il Consiglio comunale che si svolgerà ancora a porte chiuse. 

 

 

Chiara Gallo

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