L'Internazionale di Alessio Ghisolfi | 29 giugno 2020, 08:14

Turismo pedofilo: Italia tra i primi sei?

Turismo pedofilo: Italia tra i primi sei?

L’Italia non è solo eccellenza, nel mondo, e purtroppo si assesta su un podio infausto: quello del turismo pedofilo a caccia di minori.

Assieme a Francia, Germania, Regno Unito, Cina e Giappone il nostro paese è tra i protagonisti che esportano finti turisti in cerca di minori che sono fatti prostituire nei Paesi del Terzo Mondo.

Lo sfruttamento dei minori è tollerato in alcune importante aree di crisi del mondo ed è in questo scacchiere che oltre un milione di individui giocano una partita criminale, che in patria non potrebbero giocare:predare i bambini.

Poco conosciuta è tuttavia la sanzione nazionale che in tema di abuso sui minori prevede e stabilisce che la violenza ovunque venga praticata, in Italia è considerata reato.

A normare poi questi reati nel nostro paese c’è la legge 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, aggiornata poi dalla 38/2006

Molti predatori sono purtroppo  italiani (il 10% donne) e le mete preferite sono il Kenya, Santo Domingo, la Colombia e il Brasile.La novità dettate nelle recenti analisi e’ che l’età di questi turisti e’ abbondantemente compresa tra i 20 e 40 anni: non quindi il consueto e consolidato profilo di anziano.

Le normative esistono e non vanno modificate ma manca a livello internazionale un coordinamento comune che e’ poi l’unico metodo per arginare questo fenomeno.

Sebbene il reato conseguente all’abuso sessuale sia strettamente inserito in un dinamico, quanto complesso, dibattito nazionale ed internazionale, la sensazione è che ci siamo tutti abituati a combattere la pedofilia solo indignandoci  leggendo i fatti di cronaca o ascoltando i Tg. Non si chiedono più risposte ai governanti?

Occorre un nuovo senso di “indignazione”,  concreto, univoco e corredato da risorse economiche che salvi queste vittime.

Subito.



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