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Attualità | 30 giugno 2020, 13:31

Presidente da 25 anni dell’Ospedale di Busca: “Vi spiego cosa non ha funzionato nella gestione dell’emergenza” (VIDEO)

“Mesi caotici, difficili da descrivere”. Così li definisce Tommaso Alfieri. Sia per il problema oggettivo della pandemia e complicate, sostiene, da direttive arrivate da Asl e Regione “non chiare e non lineari”. Nell’intervista a Targatocn.it il presidente Alfieri ripercorre questi mesi complicati, analizzando cosa, per lui, non ha funzionato nella gestione

Presidente da 25 anni dell’Ospedale di Busca: “Vi spiego cosa non ha funzionato nella gestione dell’emergenza” (VIDEO)

Parla di fortuna Tommaso Alfieri, da 25 anni presidente dell’Ospedale Civile di Busca, una struttura che come molte altre ha dovuto affrontare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Fortuna che  unita al “buon Dio”, al lavoro del personale, alle precauzioni prese e le restrizioni sugli accessi, a suo dire, hanno evitato quella che poteva essere una situazione ben più grave.

Tutto questo nel comune che ha registrato i primi decessi positivi a Sars-Cov-2 della provincia di Cuneo e che ha nella struttura ospedaliera di Piazza Regina Margherita un punto di riferimento  storico per l’assistenza e la cura della persona.

Attualmente riconvertita, in base alle normative regionali, in Residenza sanitaria assistenziale (Rsa), è presente la struttura residenziale per anziani non autosufficienti che non possono essere assistiti al proprio domicilio. Oltre alla Rsa, ospita al primo piano, sotto la diretta gestione dell’Asl, l’Hospice e il centro oncologico, strutture riconosciute a livello nazionale.

Quattro pazienti all'interno dell’Hospice erano risultati tutti positivi a Covid-19 e il 3 aprile erano stati trasferiti all’ospedale di Saluzzo.

Nei giorni scorsi, dal 16 giugno, sono riprese anche le visite ai parenti dell’Rsa, previo appuntamento e per la durata di 15 minuti al di fuori delle aree pertinenziali della struttura a due metri e mezzo di distanza.

“Mesi caotici, difficili da descrivere”. Così li definisce Alfieri. Sia per il problema oggettivo della pandemia e complicate, sostiene, da direttive arrivate da Asl e Regione “non chiare e non lineari” . Non ritiene sufficienti gli aiuti arrivati per i Dpi al personale. Dpi che, sostiene, “non sono mai mancati e che continuano ad esserci grazie all’aiuto dei cittadini e a mie conoscenze”.

Ringrazia tutta la comunità per le molte donazioni arrivate in questi mesi, fondamentali. Così come ringrazia tutto il personale sanitario che non si è mai sottratto nei momenti difficili e il direttore della struttura per la stretta sinergia che si è instaurata durante il boom pandemico. Ed invita, tutti, a “non dividersi”.

Ma l’emergenza non è finita, è l’idea di Alfieri: “Sono molto più preoccupato ora, rispetto alla prima fase perché si sono abbandonate le precauzioni minime”.

Nell’intervista a Targatocn.it il presidente Alfieri ripercorre questi periodi complicati, analizzando cosa, per lui, non ha funzionato nella gestione. Parlando anche delle difficoltà umane di una struttura abituata ad avere a che fare con defunti, ma mai in una situazione in cui i parenti non potevano far visita ai propri cari e senza funerali ordinari.

 

Daniele Caponnetto

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