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Attualità | 30 giugno 2020, 09:20

Una strada in direzione del colle del Sabbione a Entracque: protestano le associazioni ambientaliste

Nella lettera si chiedono quale sarà l'utilizzo della strada, paesaggisticamente molto impattante

Una strada in direzione del colle del Sabbione a Entracque: protestano le associazioni ambientaliste

Nei giorni scorsi le ruspe hanno ripreso a scavare nel vallone del torrente Bousset, nel Comune di Entracque, per realizzare una strada in direzione del colle del Sabbione.

Sappiamo che l’intervento è regolarmente autorizzato nel programma Psr regionale (Programma di Sviluppo Rurale), ma ci chiediamo se abbia senso realizzare simili interventi in ambiente montano, nel parco Alpi Marittime, con un forte impatto ambientale e paesaggistico e costi non indifferenti per la collettività (l’attuale intervento costa 447.000 euro).

Al di là di queste considerazioni, ci chiediamo quale sarà l’utilizzo di questa strada (che, ci auguriamo, non venga aperta al transito automobilistico!). Forse si vuole raggiungere Limone con un nuovo tracciato? Quale sarà per la collettività il costo della manutenzione di questa struttura che, certamente, richiederà interventi tutti gli anni?

Ciò che ci ha negativamente colpiti in questa fase dei lavori è il guado a monte del ponte del Suffiet, che per fortuna non è stato toccato, con uno sbancamento proprio lungo il lato sinistro orografico del torrente, qui incassato e con una cascata e marmitte di erosione “da manuale”, e i tornanti, oltre il guado, che creano un impatto paesaggistico non indifferente. Ci chiediamo, inoltre, se tale intervento non creerà pregiudizi alla cascatella e alle marmitte di erosione.

Stesso disastro si riscontra a monte, dove in più tratti è stato realizzato un nuovo tracciato, anziché utilizzare la vecchia mulattiera che porta al colle. Dopo la faggeta si trova una interessante area di rocce affioranti a ridosso del torrente stesso. Ci chiediamo come una strada larga 3-4 metri si possa inserire in questo contesto.

I dubbi che ci sorgono è che il tracciato non rispecchi in pieno quanto a suo tempo progettato e, soprattutto, che in ambiente montano, in pieno parco, andrebbero utilizzate piccole macchine scavatrici e non il gigantesco mezzo che nei giorni scorsi “devastava” il vallone del Sabbione.

Bruno Piacenza – Presidente Legambiente Cuneo

Domenico Sanino – Presidente Pro Natura Cuneo

Silvio Galfrè – Presidente LIPU Cuneo

Albino Gosmar – Presidente Cuneo Birding

Redazione

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