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Cronaca | 30 giugno 2020, 19:00

Aggredì la fidanzata nel suo alloggio di Alba, giudice dispone perizia sulla pericolosità sociale del 30enne di Neviglie

L’approfondimento volto all’adozione di eventuali misure di sicurezza. I familiari della giovane ammessi insieme alla vittima come parte civile nel procedimento aperto ad Asti per tentato omicidio

Il palazzo di giustizia di Asti

Il palazzo di giustizia di Asti

Una perizia psichiatrica volta a valutare il grado di pericolosità sociale del 30enne di Neviglie e l’opportunità di predisporre nei suoi confronti specifiche misure di sicurezza diverse dagli arresti domiciliari cui l’artigiano è sottoposto da alcuni mesi presso l’abitazione della famiglia, dopo aver trascorso un periodo un periodo di detenzione nel carcere di Quarto d’Asti.

E’ quanto il giudice Federico Belli ha disposto nei confronti di Alberto Montaldo, imputato nel processo con rito abbreviato istruito ad Asti con l’accusa di tentato omicidio per l’aggressione da lui messa in atto nei confronti della compagna, una coetanea di Alba, la notte del 3 gennaio scorso, nell’appartamento albese di lei (leggi qui).

La decisione è arrivata nell’udienza tenuta oggi presso il Palazzo di Giustizia di Asti (pubblico ministero Gabriele Fiz), dove il giudice ha anche valutato come ammissibili le richieste di costituzione di parte civile avanzate non solo dalla vittima dell’aggressione, rappresentata dall’avvocato albese Silvia Calzolaro, ma anche dai familiari della giovane – padre, madre e fratello –, rappresentati dal legale astigiano Marco Calosso, mentre la difesa del ragazzo è affidata agli avvocati astigiani Maurizio La Mattina e Lucas Barbesino.

E. M.

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