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Scuole e corsi | 30 giugno 2020, 19:40

Scuola dell'infanzia, Cuneo deve rivedere le modalità di iscrizione? "La soluzione non è cambiare i criteri di ammissione"

Ieri sera (lunedì 29 giugno) l'assessore Franca Giordano ha risposto alle domande del consigliere Nello Fierro: "egli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017 è stato realizzato un serio lavoro di organizzazione delle aree di competenza dei diversi istituti, che sono state individuate in modo tutt’altro che in modo arbitrario"

Foto generica

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L’ammissione alle scuole dell’infanzia del comune di Cuneo è davvero “libera e aperta a tutti”? È questa la domanda (implicita) che ha posto il consigliere Nello Fierro nel corso del consiglio comunale di Cuneo, tramite un’interpellanza in cui si riflette sulle politiche legate agli istituti comunali e ai criteri e alle possibilità, reali, di ammissione.

Secondo il consigliere e le segnalazioni che ha raccolto, infatti, nonostante la scuola dell’infanzia non sia “dell’obbligo”, il 100% dei bambini tra i 3 e i 5 anni la frequenta. Non esiste però la possibilità, una volta inviata un’iscrizione, di proporre scuole “secondarie” in caso non si venga ammessi; inoltre, secondo i criteri di ammissione, i bambini devono sostanzialmente indicare la scuola in cui risiedono per avere più possibilità di venire ammessi.

Insomma, Fierro ha interrogato l’assessore competente in merito all’esistenza – o meno - di una politica territoriale per la gestione il più possibile aperta e inclusiva delle iscrizioni, e se si possano aumentare le sezioni nelle scuole dell’infanzia che abbiano motivo e ragione di chiederlo. È o sarà prevista la revisione dei criteri di ammissione e una nuova divisione di “giurisdizione” per i plessi scolastici (magari basata su fattori concreti e non arbitrari)?

I criteri di formazione di classi e sessioni sono prerogativa del consiglio di istituto – ha specificato l’assessore Franca Giordanoe vengono portati a conoscenza pubblica delle famiglie, che ne devono tenere conto in fase d’iscrizione. La residenza e la presenza di disabilità sono i due fattori che più incidono in sede di calcolo dei punteggi, così come il lavoro dei genitori, la residenza dei nonni, la frequentazione di fratelli o sorelle, il numero di figli dell’intero nucleo famigliare”.

Fino all’esaurimento dei posti, a nessuno viene impedita l’iscrizione. Ma quando le domande superano il numero disponibile c’è poco da fare: di certo la soluzione non è cambiare i criteri di ammissione. Una volta predisposta la lista di attesa, ogni scuola informa i genitori delle possibili altre soluzioni sul territorio” ha proseguito Giordano.

Bisogna poi precisare che a decidere sull’apertura di nuove sezioni è la Regione, che però non può farlo se esistono ancora posti vacanti – ha concluso l’assessore - . E che negli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017 è stato realizzato un serio lavoro di organizzazione delle aree di competenza dei diversi istituti, che sono state individuate in modo tutt’altro che in modo arbitrario”.

simone giraudi

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