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Sport | 02 luglio 2020, 09:28

Skiroll e sci di fondo, Samuele Giraudo vede due volte azzurro: "Questa doppia convocazione in Nazionale ottimo punto di partenza per me"

Il portacolori classe 2003 dello Sci Club Valle Stura, già facente parte della Squadra Giovani della nazionale di Skiroll, è stato anche inserito nel Gruppo Atleti di Interesse Nazionale dello sci di fondo, seguito dal cuneese Paolo Rivero

Skiroll e sci di fondo, Samuele Giraudo vede due volte azzurro: "Questa doppia convocazione in Nazionale ottimo punto di partenza per me"

Samuele Giraudo vede due volte azzurro: il portacolori classe 2003 dello Sci Club Valle Stura, già facente parte della Squadra Giovani della nazionale di Skiroll, è stato anche inserito nel Gruppo Atleti di Interesse Nazionale dello sci di fondo, seguito dal cuneese Paolo Rivero.

L'intervista rilasciata da Samuele Giraudo all’ufficio  stampa del Comitato FISI AOC.

Ciao Samuele. Una bella soddisfazione per te aver ottenuto questa doppia convocazione.

«Sicuramente rappresenta un ottimo punto di partenza. Sono molto felice di essere entrato nella nazionale di skiroll, in quanto mi diverto molto l’estate a gareggiare sulle rotelle. Anche l’ingresso nel gruppo AIN è molto positivo, perché mi consentirà di allenarmi e  avere un confronto con altri giovani atleti che in ambito nazionale  affronterò nel corso della stagione. È molto positivo essere stato inserito in entrambi i gruppi».

Come sei arrivato alla nazionale di skiroll?

«Da sempre ci alleniamo sugli skiroll in estate, in quanto sono  propedeutici allo sci di fondo, disputando anche alcune gare importante come il Criterium a Verrayes. Mi piacciono particolarmente le gare sui circuiti come Forni Avoltri, perché ricordano molto lo sci di fondo, e anche le sprint, ma non quelle da cento metri che non ho mai fatto. Nella passata stagione ho ottenuto degli ottimi risultati in queste gare, ma anche in salita mi sono trovato piuttosto bene, così hanno deciso di chiamarmi. Sono felice, trovo lo skiroll molto  divertente».

Nello sci di fondo sei riuscito a guadagnarti il gruppo AIN grazie  alle tue buone prestazioni. Non male per un giovane che nella passata  stagione era al primo anno Aspiranti.

«È stata secondo me un’ottima stagione, perché era complicato prendere  subito i ritmi della nuova categoria, ma anche le distanze, più lunghe rispetto agli Allievi. Mi sono difeso bene soprattutto nelle sprint, ma anche nelle distance in classico mi sono fatto valere. Alla vigilia della stagione, insieme al mio allenatore Andrea Gola ci eravamo posti l’obiettivo di chiudere nella top ten della Coppa Italia. L’ho ampiamente raggiunto, terminando settimo. Sono riuscito ad essere regolare per tutta la stagione».

Anche se è presto per parlare di obiettivi in vista del prossimo anno,  è facile immaginare che vorrai fare ancora meglio, dal momento che  sarai al secondo anno Aspiranti.

«Certo, gli obiettivi sono per forza diversi e più alti. Cercherò di alzare l’asticella, magari guadagnando posizioni nella classifica generale della Coppa Italia e cercando di conquistare un podio agli italiani. Inoltre un obiettivo è la qualificazione agli EYOF di Vuokatti».

Com’è stata la ripresa degli allenamenti dopo la lunga pausa?

«Abbiamo iniziato più tardi rispetto al solito, ma sono riuscito  comunque a tenermi in forma durante la quarantena. Anche se sono un  atleta dello Sci Club Valle Stura, vado spesso ad allenarmi in Valle Pesio, grazie ad Andrea Gola, che vuole consentirmi di allenarmi insieme ad altri giovani del Comitato Alpi Occidentali, visto che in Valle Stura sono da solo. In questa maniera posso sempre tenere stimoli e motivazioni alte. Allenarmi da solo alle lunghe diventerebbe pesante, meglio farlo insieme agli altri, in particolare per i lavori  ad alta intensità».

Tornando indietro nel tempo, puoi raccontarci come hai iniziato?

«Nei primi anni facevo discesa nelle piste vicino casa. Mia mamma,  però, è un’ex fondista, così quando avevo dieci anni ha voluto farmi provare la disciplina che più le sta a cuore ed è stato amore al primo istante. Amo in particolare il fatto che le gare siano lunghe e non si concludano subito, come nello sci alpino. Sento di poter sempre  esprimere tutto me stesso. Inoltre io amo faticare».

Qual è il format di gara e lo stile che preferisci?

«Senza dubbio preferisco le distance in classico, nelle quali riesco a esprimermi al meglio. Quest’anno sono migliorato molto anche nelle sprint in skating».

Quale ritieni sia il tuo punto di forza e dove devi maggiormente migliorare?

«Certamente devo lavorare molto sulla tecnica libera, ma essendo  giovane ho ancora tanti margini di crescita anche in tecnica classica. Per quanto riguarda il mio punto di forza, credo sia caratteriale, perché sono una persona che non si arrende mai e anche quando qualcosa non va cerco di trarne un insegnamento in ottica futura, per non rischiare di ripetere gli stessi errori».

Doppia nazionale, un passo certamente importante per te. Credi di  avere qualcuno da ringraziare?

«Sicuramente la mia famiglia che è sempre stata al mio fianco nel  corso degli anni. Inoltre dico grazie agli allenatori avuti nel Valle Stura e in particolare ad Andrea Gola che mi permette di seguirlo anche nel Valle Pesio, non facendomi così allenare da solo».

redazione

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