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Choconews | 03 luglio 2020, 08:45

Cioccolato: primo, non masticare

Per assaporarlo davvero, il cioccolato va premuto delicatamente contro il palato e succhiato al fine di estrapolare ogni singolo aroma

Cioccolato: primo, non masticare

Diciamoci la verità: a chi non piace cioccolato? Che sia fondente, al latte, bianco, gianduia, con le spezie o senza, senza dubbio è uno dei piaceri più intensi a cui non si può resistere, ma attenti a non fare errori che potrebbero compromette un’esperienza deliziosa per tutti i nostri sensi, anzi paradisiaca.

Primo errore: masticarlo. Per assaporarlo davvero, il cioccolato va premuto delicatamente contro il palato e succhiato al fine di estrapolare ogni singolo aroma.  Anzi prima ancora si deve apprezzarne la consistenza tra pollice e indice in modo che il calore delle dita lo conduca alla giusta temperatura. Si verifica così anche che la superfice è regolare, liscia e lucida, segno di ottima conservazione della cioccolata.

Al momento dello spezzarlo il rumore secco e netto, simile a uno “snap”, ci parla poi della sua qualità e ci dice che gli zuccheri hanno raggiunto una corretta cristallizzazione.

Il passo successivo è quello di annusarlo per prendere confidenza con il bouquet organolettico che sprigiona, le cui variegate sfumature ritroviamo in bocca, quando finalmente ne gustiamo la soffice cremosità.

Sbagliatissimo poi bere subito dopo aver assaporato il cioccolato. Un buon cioccolato eccellente ha una persistenza in bocca di circa 15/20 minuti, lascia una scia profumata che appaga a lungo.

Gli Inglesi furono i primi a proporre, nel 1674, “il cioccolato in rotoli alla spagnola” che si potevano masticare, cui seguirono presto pastiglie di cioccolato solido.

Già nel 1630 il missionario britannico Thomas Gage raccontava che gli Atzechi conoscevano la tavoletta di cioccolato: “Gli indigeni mettono la pasta di cacao su una foglia di palma, poi la pongono all'ombra dove indurisce”.

L’antenata della prima tavoletta di cioccolato rettangolare come la conosciamo oggi, facile da frazionare per la sua struttura a quadratini, fu creata dall’inglese Joseph Fry, che inventò il cioccolato da mordere il 7 luglio del 1847, unendo cacao macinato e burro di cacao. Fu un successo strepitoso, prima di allora il cioccolato si poteva gustare solo come bevanda o sotto forma di piccoli cioccolatini, i diablottini, preparati con cioccolato fondente, zucchero e vaniglia, ideati intorno al 1700 a Torino.

Il merito di aver innescato il processo che portava al cioccolato solido spetta, però, all’olandese Coenraad J. Van Houten, che aveva brevettato nel 1828 un nuovo tipo di pressa idraulica, utile per solidificare il cioccolato.

La cioccolata calda è un classico delle giornate invernali, ma un quadratino di buona tavoletta di cioccolato regala piacevole leggerezza. Senza masticarlo, però!

Cristiana Lo Nigro

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