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In-formati! | 04 luglio 2020, 09:05

In-formati!: pedalare con il cuore e le gambe, il cicloturismo a favore della natura

Prosegue la nostra nuova rubrica incentrata sul benessere: gestita da Ilaria Allasina, personal trainer laureata in Scienze motorie ed in Scienze dell’attività motoria preventiva e adattata, specializzata in Pilates matwork e allenamento funzionale a corpo libero

Foto generica

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Brevi o lunghi percorsi, sterrato o su strada, salita o pianura, in montagna o al mare, in bicicletta si superano i limiti della velocità dettati dalla forza delle gambe e la resistenza del cuore. Camminando si possono percorrere in media dai 4 ai 6 km ogni ora, correndo il doppio, in bicicletta il triplo, e oltre.

La bicicletta ha una storia relativamente breve: i primati delle bici sono stati avvistati all’inizio del1800 e riconosciuti con il nome di velocipiede; si sono poi evoluti, in base alle necessità, in biciclo e bicicletta: da corsa, mountain bike, da città (come la mitica graziella!) ibride, elettriche, pesanti e infinitamente leggere, per ogni gusto, bisogno e portafoglio.

Pedalare rafforza non soltanto le gambe ma anche il sistema cardio-circolatorio, sottoposto a uno sforzo importante per mantenere ritmi e velocità mediamente alti; nonostante sia richiesta una ottima capacità respiratoria, la posizione assunta in bicicletta ostacola i polmoni, che si ritrovano limitati ad accogliere l’ossigeno, essendo leggermente compressi. La costante flessione del busto e il movimento flessorio delle anche per accompagnare la pedalata fanno si che l’addome sia costantemente in attivazione. E’ importante ristabilire a livello posturale l’equilibrio tra petto, contratto e rigido, e dorso allungato, con specifici esercizi di mobilità scapoloomerale: esercizi per le spalle, parte alta della schiena, allungamento dell’addome e dei pettorali e infine promuovere l’estensione del busto.

Gran parte della nostra benzina non si trova nel muscolo ma nel cervello: importante sviluppare una buona capacità di autovalutazione e giudizio delle proprie riserve; negli sport di resistenza la mente gioca un ruolo fondamentale, proprio quando pensi di stare per cedere, è il momento in cui potenzialmente puoi esplodere in forza e velocità. La mente è molto più forte e preparata del corpo.

Pedalando si possono raggiungere distanze inimmaginabili, addirittura 200 km al giorno, e oltre, volendolo. Più tempo si trascorre in sella, più saremo allenati a macinare km. L’abitudine alla sella è fondamentale, ci si deve fare, infatti, il così detto “callo”. Si possono compiere dei veri e proprio viaggi, di migliaia di km, in sella alla propria bici; pellegrinaggi per godere del viaggio e non della meta: la destinazione è proprio il tempo tra salita, discesa e pianura; nel pieno rispetto e salvaguardia del nostro mondo.

La bicicletta è una continua sfida contro se stessi ed i proprio limiti; in sella, nel silenzio della nostra madre Natura, assaporando il leggero e tipico suono delle ruote che girano, ci regaliamo un fantastico momento solitario, anche se siamo in gruppo. Pedalando in salita, rallentando e scalando le marce fino all’ultima, affrontiamo la sfida, in pianura osserviamo l’orizzonte che mai si avvicina, anzi, il contrario; ed infine in discesa ci godiamo quella brezza sul viso, ripagati da tutti gli sforzi.

Non importa quale bicicletta tu abbia o quale sia il tuo abbigliamento, conta solamente questo: pedalare. Perché, ricorda, anche la migliore bicicletta, senza un muscolo che tira e una mente che spinge, rimane immobile, cadendo. L’unico modo per mantenere l’equilibrio, in sella e non, è il movimento.

Ilaria Allasina

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