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Cronaca | 08 luglio 2020, 16:57

Alba, offese in campagna elettorale? Partito il processo alla vicesindaca Boffa

Prima udienza in tribunale ad Asti per il procedimento partito dalla denuncia del candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Giorgio Degiorgis

Alba, offese in campagna elettorale? Partito il processo alla vicesindaca Boffa

Si è aperto questa mattina davanti alla giudice Alasia del Tribunale di Asti (pubblico ministero Paone) il processo che vede il vicesindaco albese Carlotta Boffa chiamata a difendersi dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa per uno scambio di battute intercorso col candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Giorgio Degiorgis durante la campagna elettorale per le comunali 2019.

Oggetto del contendere, una discussione tra i due avvenuta via social nell’aprile di quell’anno, a poche settimane dall’apertura delle urne, dopo che nei mesi precedenti l’imprenditrice aveva abbandonato il gruppo albese del Movimento – nel quale aveva militato per alcuni mesi – per annunciare la propria candidatura a sindaco alla guida di una propria lista civica, poi confluita nello schieramento che l’esito col voto del 26 maggio avrebbe portato alla vittoria l’attuale primo cittadino Carlo Bo.

Il processo, volto ad aggiornare la rilevanza penale di affermazioni con le quali Boffa avrebbe tacciato Degiorgis di atteggiamenti "poco rispettosi delle donne", è stato aggiornato all’udienza in programma per il prossimo 10 settembre per l’audizione di Degiorgis nella sua qualità di persona offesa dai fatti, dopo che lo stesso esponente pentastellato, patrocinato dall’avvocato albese Emanuele Pittatore, aveva chiesto e ottenuto la costituzione come parte civile.

"Continuiamo a ribadire come quella che si sta trattando sia una normalissima querelle da campagna elettorale – spiega l’avvocato albese Silvia Calzolaro, che difende la vicesindaca Boffa insieme al collega astigiano Pier Mario Morra –. Quello era e sarebbe dovuto rimanere il fisiologico alveo di una discussione politica, che certamente non doveva diventare materia per un’aula di tribunale. Restiamo assolutamente fiduciosi di poter dimostrare in giudizio come la nostra assistita, lei sì destinataria in quei mesi di attacchi pesantissimi, non abbia nella realtà diffamato nessuno, essendosi i suoi interventi contenuti al perimetro della critica politica".  

L’esponente M5S, che al nostro giornale aveva già annunciato l’intenzione di procedere con una richiesta di risarcimento danni, ribadisce di volersi rimettere "alla valutazione che di quelle parole vorrà ora fare il Tribunale", rimarcando comunque come "una prima valutazione circa la loro rilevanza penale è stata fatta dal pubblico ministero con la richiesta di rinvio a giudizio".

Ezio Massucco

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