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Attualità | 09 luglio 2020, 18:35

I lavoratori della Pmt di Cuneo e Pinerolo: "Chiediamo che qualcuno si interessi a noi per non morire in silenzio"

La lettera appello in vista dell’asta che deve dare un nuovo futuro all’azienda

I lavoratori della Pmt di Cuneo e Pinerolo: "Chiediamo che qualcuno si interessi a noi per non morire in silenzio"

Dopo il secondo fallimento, del 9 aprile, i lavoratori della Pmt di Pinerolo e Cuneo attendono l’asta che dovrebbe dare un nuovo futuro all’azienda e hanno scritto una lettera per far sentire la loro voce in un momento complicato, che impedisce manifestazioni con assembramenti. Il testo è quello pubblicato di seguito.

Buongiorno,

questo vuole essere un appello che speriamo non cada nel vuoto. In questo periodo “tremendo”, segnato da migliaia di vittime (mai abbastanza ricordate), vogliamo parlarvi di una cosa che ai più potrà sembrare di poca importanza, ma che per noi è vitale: il POSTO DI LAVORO. Lavoriamo (anzi LAVORAVAMO) alla PMT srl di Pinerolo, fabbrica metalmeccanica che progettava, costruiva, si occupava della manutenzione e della ricambistica delle macchine per la produzione della carta. Fallita per la seconda volta, dopo appena tre anni, lasciando a casa 120 dipendenti. Poche parole per descrivere l’azienda: molti la ricordano come Beloit Italia, storica azienda pinerolese, dai circa 1000 dipendenti, in cui quasi sicuramente qualcuno di voi ha avuto parenti o amici che vi hanno lavorato in passato. Diventata poi PMT Italia nel 2000, dopo il crollo della casa madre americana, successivamente fallita nel 2017. Dopo quattro mesi di sospensione è ripartita a maggio del 2017 con 80 dipendenti, sotto la proprietà di un’azienda di nazionalità ceca, inglobando anche un’azienda di Cuneo dello stesso settore (ex Comecart) di 15 dipendenti. In seguito siamo cresciuti sino ad arrivare ad un totale di 120 lavoratori ma, a causa della mancanza di garanzie bancarie necessarie per prendere lavori importanti e della gestione aziendale del personale messo dalla proprietà a capo dell’ azienda, su cui tralasciamo i nostri commenti, la nostra attività è durata ben poco nonostante il lavoro non mancasse. Infatti la Papcell nel frattempo è fallita cedendo l’azienda ad un’altra società della Repubblica Ceca, risultata poco propensa ad investire. Tant’è che la PMT è stata messa in liquidazione e poi chiusa l’attività (grazie anche al Covid-19) e portata in fallimento il 09/04/2020. Ci è stata concessa la cassa integrazione che, come per tutti, viene erogata con notevole ritardo. Come dipendenti siamo rimasti delusi nel vedere molto poco sui giornali riguardo questa vicenda, nello stesso tempo non abbiamo potuto sensibilizzare l’attenzione dei media per via dell’epidemia e il divieto di assembramento. Chiediamo che qualcuno si interessi a noi per non morire in silenzio, per non azzerare quasi 70 anni di storia, ma soprattutto per cercare di salvare tanti posti di lavoro. Le aziende in crisi nella regione Piemonte sono molte, ma non si vedono sufficienti aiuti da parte dei Comuni, della Regione e dello Stato per venire incontro a eventuali aziende interessate a proseguire le attività. Tra pochi giorni avrà luogo l’asta finalizzata alla vendita della “nostra” azienda (visti tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi anni riteniamo di avere il diritto di sentirla anche un po’ nostra). La possibilità che un nuovo imprenditore subentri rimane la nostra ultima speranza di mantenere un posto di lavoro, anche perché in questo periodo di profonda crisi è complicatissimo trovare una nuova collocazione. Il nostro auspicio è quello che chi eventualmente acquisirà la PMT comprenda la situazione e si faccia carico di garantire i posti di lavoro e, con l’impegno comune, faccia ripartire questa realtà industriale. Chiediamo alle Istituzioni di fare tutto il possibile, ognuno per le proprie competenze, per far sì che ci sia particolare attenzione per la tutela di noi lavoratori.

I dipendenti Pmt srl di Pinerolo e Cuneo

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