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Attualità | 13 luglio 2020, 10:33

Alba, la Ferrero interessata al San Lazzaro? L’Asl Cn2: "Ad oggi nessuna richiesta da parte dall’azienda"

Insistenti rumors vorrebbero la multinazionale dolciaria guardare agli spazi del nosocomio per farne uffici e alloggi a uso dei propri collaboratori. Il direttore Veglio: "Nulla che mi risulti. Ora pensiamo al trasloco verso Verduno"

L'ospedale San Lazzaro di Alba: secondo i periti dell'Asl l'immobile vale 13 milioni di euro

L'ospedale San Lazzaro di Alba: secondo i periti dell'Asl l'immobile vale 13 milioni di euro

"Nulla che ci risulti". E’ una smentita netta quella che con cui il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio commenta le voci, circolate con sempre maggiore insistenza in città nelle ultime settimane, di un possibile interessamento della Ferrero per un’acquisizione dell’immobile che ancora per pochi giorni ospiterà reparti e ambulatori dell’ospedale "San Lazzaro", prima che gli ultimi spostamenti previsti nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 luglio (quando alle 8 del mattino smetterà di operare il pronto soccorso: leggi qui) andranno a ultimare il tanto atteso trasloco verso il nuovo presidio di Verduno, svuotando il vecchio nosocomio di buona parte dei suoi contenuti.

Nella ricostruzione – a questo punto fantasiosa – collegata al rumor immobiliare, il gruppo alimentare sarebbe stato interessato alle importanti cubature del quasi ex ospedale con l’idea di ricavarne nuovi spazi per uffici, ma anche appartamenti da riservare ai propri collaboratori fuori sede, in linea con la strategia che, con la chiusura del centro di Pino Torinese, ha visto Ferrero concentrare nella capitale delle Langhe i propri uffici direzionali e commerciali italiani.

"Spesso dietro voci che si rincorrono con insistenza si nascondono auspici", commenta sorridendo il dottor Veglio, che ad oggi esclude qualsivoglia contatto avuto in questi mesi con la multinazionale dolciaria.
Anche ammesso un possibile interessamento in tal senso, questo non sarebbe quindi giunto alle orecchie dell’azienda sanitaria, che nel febbraio scorso aveva approvato un nuovo bando di vendita (leggi qui), il secondo, confermando la scelta di voler procedere con l’alienazione congiunta degli ospedali "San Lazzaro" e "Santo Spirito", e degli ambulatori di via Goito a Bra, per una base d’asta di poco superiore ai 21 milioni di euro.

Da allora di mezzo ci si sono però messi la gravissima emergenza sanitaria iniziata a marzo e ora il trasferimento verso Verduno. Un passo quest’ultimo che giocoforza sposterà in avanti i tempi delle nuove pratiche l’alienazione, la cui realizzazione dovrà anche tenere conto delle tempistiche di trasferimento delle non poche attività destinate a rimanere nel vecchio ospedale, prima di andare a comporre l’offerta di servizi della futura casa della salute albese.  

"In casi come questi – conclude Veglio – credo sia opportuno e prudente procedere un passo alla volta. Ora dedichiamoci alla completa messa in moto del nuovo ospedale, dopodiché riprenderemo in mano il tema della vendita".

Ezio Massucco

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