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Economia | 13 luglio 2020, 10:30

Beppe Ghisolfi: “Il futuro non lascia spazio a banche di media entità”

Per il vicepresidente delle Casse di risparmio europee si andrà sempre più sempre verso grandi gruppi. Resisteranno le piccole realtà locali, ma solo se “radicate sul territorio e ben amministrate”

Beppe Ghisolfi

Beppe Ghisolfi

Fondere le cinque Casse del Cuneese in un’unica banca provinciale era un’impresa impossibile. I potentati locali volevano mantenere il proprio potere e non avrebbero mai acconsentito”.

Così Beppe Ghisolfi, già presidente della Cassa di Risparmio di Fossano, l’unica tra le Casse minori della Granda a sventolare ancora fieramente la bandiera dell’autonomia, commenta il nostro articolo di ieri sull’occasione perduta di dar vita ad un’unica banca cuneese, frutto di un’eventuale fusione tra Cuneo e le quattro Casse di Saluzzo, Savigliano, Fossano e Bra.

Ghisolfi oggi vede la questione da un’altra prospettiva, quella di vicepresidente del Gruppo Europeo delle Casse di Risparmio e da presidente dell’Accademia di Educazione Finanziaria e assiste – senza pronunciarsi espressamente – al duello all’Ok Corral in corso tra Intesa ed Ubi. 

Non credo neppure che la fusione sarebbe stata un’operazione proficua. Per me – aggiunge - il futuro, come accade negli Stati Uniti ed in Germania, è costituito da grandi banche nazionali e da piccole realtà locali, ben radicate sul territorio. Le banche medie incontrano maggiori difficoltà e sono preda dei grandi gruppi come sta accadendo oggi con Ubi.

Ovviamente – osserva il “banchiere mondiale” - le piccole banche devono essere amministrate con competenza. In ultima analisi, non conta la dimensione ma le persone che sono ai loro vertici”.

GpT

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