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Attualità | 14 luglio 2020, 13:06

Il lockdown colpisce duro su palloni e giocattoli: dai sindacati timori per la divisione dell’albese Mondo

Ordinativi e fatturato in calo del 45% per la storica divisione, che nello stabilimento del Gallo impegna una novantina di addetti tra fissi e stagionali. Bene invece il settore della pavimentazioni sportive

Il lockdown colpisce duro su palloni e giocattoli: dai sindacati  timori per la divisione dell’albese Mondo

Non c’è solo la Stamperia Miroglio tra i fronti di crisi che, complice l’emergenza sanitaria, sembrano poter minare quel modello Alba riconosciuto da tutti come un’isola felice dell'economia regionale e nazionale.   

Se parlando della multinazionale tessile la giornata di domani, mercoledì 15 luglio, farà segnare lo sciopero indetto dai sindacati tra tutti i lavoratori del gruppo, in solidarietà ai 151 colleghi che hanno perso il posto nello stabilimento di Govone, qualche preoccupazione si registra anche in frazione Gallo Grinzane, storico quartiere generale di quella Mondo Spa che per decenni, dietro a Ferrero e Miroglio, ha rappresentato uno dei nomi più forti della rigogliosa industria made in Alba.

Una realtà, quella fondata nel secondo Dopoguerra da Edmondo Stroppiana e portata al successo dai figli Ferruccio ed Elio (quest’ultimo scomparso nel gennaio 2019, mentre da tempo al timone dell’azienda c’è la terza generazione di famiglia), che nell’autunno 2018 ha festeggiato i suoi primi 70 anni di storia dopo essersi lasciata alle spalle la seria crisi aziendale che cinque anni prima l’aveva portata a richiedere il concordato preventivo in continuità e la fuoriuscita di 101 dipendenti, mentre un’altra trentina di addetti avevano lasciato l’azienda volontariamente.

Poi rinata soprattutto grazie agli ottimi risultati fatti registrare nel settore delle pavimentazioni e attrezzature sportive che, sul traino dei suoi rinnovati successi internazionali (Mondo è fornitore ufficiale dei Giochi Olimpici dal 1976), per il secondo anno consecutivo hanno visto i circa 90 addetti di questa produzione chiamati al sabato lavorativo straordinario nel trimestre maggio-luglio.

Risultati che hanno consentito di stabilizzare una forza lavoro complessiva che, sempre presso la sede del Gallo, parla ora di circa 250 addetti, contro i 400-450 di quando l’industria della plastica albese era ai suoi massimi storici.

Ora, a suscitare qualche nuova preoccupazione presso gli impianti di Piana Gallo, è il settore dei palloni e dei giocattoli, da qualche anno ribattezzato "Mondo Toys" (le altre divisioni sono "Mondo Sport&Flooring" e "Artigo", quest’ultimo per la produzione di pavimentazioni civili): quello dal quale prese le mosse l’avventura imprenditoriale della famiglia Stroppiana, al centro di un confronto che nei giorni scorsi ha visto l’azienda confrontarsi coi responsabili di categoria di Cisl, Cgil e Uil, Angelo Vero, Maria Grazia Lusetti e Vito Montanaro.

"Parliamo di un comparto connotato da una forte stagionalità, che ormai da qualche anno attraversa purtroppo un momento non felice e che più di altri ha risentito in modo pesante della crisi commerciale legata dal lockdown – spiega Angelo Vero, anche a nome dei colleghi –. Quello del pallone è un prodotto difficile e il Covid non ha certo aiutato, come per mesi sono rimasti nei magazzini i giocattoli che l’azienda commercializza anche in forza di importanti accordi di licenza. Solo grazie a due importanti ordini arrivati da catene della grande distribuzione si è potuto rimediare a una stagione che comunque si è chiusa con un fatturato ridotto del 45%".

Una situazione difficile e che, oltre che sul fatturato, ovviamente ha inciso sulle ore lavorate da parte dei circa 40 addetti fissi del settore, che nei momenti di maggior lavoro impegna anche una cinquantina di stagionali, con un conseguente ampio ricorso alla cassa integrazione.

"Ovviamente è una situazione che desta qualche preoccupazione. L’azienda ha una consociata in Spagna e il timore è che questa produzione possa venire spostata più a sud, lasciando definitivamente l’Albese. A settembre, finita la stagione, è già previsto un nuovo momento di confronto con l’azienda"
, conclude Vero, mentre l’ipotesi di possibili chiusure definitive viene al momento esclusa dalla proprietà.

Ezio Massucco

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