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Sanità | 14 luglio 2020, 07:30

Cuneo, nuovo ospedale: "il Carle è l’unico sito che potrà mantenere un’eccellenza sanitaria nel capoluogo"

I consiglieri comunali di Cuneo Silvano Enrici e Maria Laura Risso hanno consegnato alla Fondazione Nuovo Ospedale Unico di Cuneo e ai tecnici dell’amministrazione ospedaliera lo studio di fattibilità sulla "opzione Carle"

La possibile struttura del nuovo ospedale nella zona del Carle

La possibile struttura del nuovo ospedale nella zona del Carle

I consiglieri comunali Silvano Enrici e Maria Laura Risso, in questi giorni, hanno consegnato alla Fondazione Nuovo Ospedale Unico di Cuneo e ai tecnici dell’amministrazione ospedaliera lo studio di fattibilità da loro fatto eseguire per evidenziare le possibilità di nuova cubatura sul sito del Carle.

Una proposta che ha già trovato ampio dibattimento nel consiglio comunale di maggio e che ha colto in disaccordo altre frange della maggioranza del capoluogo. Sull'argomento, poi, si è tenuto la scorsa settimana un incontro organizzato dal gruppo Cuneo per i Beni Comuni.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa inviato dai consiglieri: allegati all'articolo, un rendering della possibile struttura e una mappa dello studio di fattibilità con diverse precisazioni specifiche (che, stando agli scriventi, "evidenziano i documenti allegati, oltre a rispettare integralmente il piano regolatore, vi è una grandissima possibilità di edificare"). 

"Il lavoro si attiene rigorosamente ai vincoli esistenti, sia idrogeologici che architettonici e ambientali, evidenziati ed emersi proprio dall’attività propedeutica al masterplan, svolta nel 2011 dai tecnici dell’amministrazione dell’ospedale e da una professionista incaricata anche in questi giorni, con altri due colleghi, di valutare la scelta del sito, ovvero l’architetto Elena Airaldi".

"Il fabbricato dell’attuale Carle, poiché vincolato, non viene interessato dai lavori, di conseguenza i cantieri possono essere avviati in tempi brevissimi. Oltre a questo si evidenzia la possibilità di un pronto soccorso ampio e attiguo all’eliporto già esistente. Infine in epoca di Covid-19 i vari reparti potranno essere progettati con modalità di prevenzione, con entrate e uscite separate e attorno spazi verdi accessibili e fruibili, parcheggi sotterranei fino a due piani per ospiti e personale, collegamenti già esistenti con l’autostrada, come ultimo una possibilità ulteriore nel tempo di ampliamento futuro".

"Mettiamo a disposizione non una suggestione ma un lavoro serio con dati certi e verificabili utile per abbreviare i tempi e non perdere di conseguenza i finanziamenti europei previsti sulla sanità, per permettere di costruire un ospedale che risponda alle esigenze non solo della città ma di tutto il territorio Cuneese - specificano Enrici e Risso nel comunicato -. Riteniamo questo sito l’unico che potrà mantenere un’eccellenza sanitaria a Cuneo, poiché la nuova nuova cubatura prevista sarà di 225.000 metri cubi ampliabile fino a 320.000 metri cubi. Per sgombrare il campo da equivoci i padiglioni raffigurati non sono vincolanti, ma dimostrano un’ effettiva potenziale cubatura: saranno i professionisti della sanità a decidere la forma e l’edificazione".

"Riteniamo questa una risposta che permetterà non solo ora, ma anche in futuro di avere una struttura al passo con i tempi. Se si dimostrerà, e parliamo specificamente delle cubature e dei servizi che offre l’area del Carle, per altro previste dalle linee guida per i nuovi ospedali, esse potranno essere individuate anche nell’attuale Santa Croce previa documentazione supportata da dati certi, questo potrebbe far cambiare il nostro parere sulla scelta del sito. Non osiamo pensare aduna decisione simile a quella presa in un passato recente sulla scelta infelice di ubicazione di un nuovo ospedale e confidiamo nella serietà di chi sceglierà il luogo, che dovrà prima di tutto tener conto delle esigenze sanitarie attuali e di quelle future, oltre all’espansione degli anni a venire".

Redazione

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