Attualità - 15 luglio 2020, 10:26

Stamperia Miroglio, la protesta dei lavoratori arriva in piazza Duomo (FOTO E VIDEO)

In corso la manifestazione indetta dai sindacati contro una chiusura che minaccia 151 persone. Ammortizzatori sociali e ricollocazioni al centro del confronto con l’azienda. Domani nuovo incontro, mentre si fanno avanti timori per un effetto domino su Castagnole

Stamperia Miroglio, la protesta dei lavoratori arriva in piazza Duomo (FOTO E VIDEO)

Fare cambiare idea e strada all’azienda sulla decisione di chiudere lo stabilimento di Govone, ma anche richiamare la  proprietà a quella responsabilità sociale d’azienda che la famiglia Miroglio non ha mai tradito negli oltre settant’anni della sua storia industriale.

Questi i propositi coi quali i sindacati di categoria di Cisl, Cgil e Uil hanno indetto per stamattina, mercoledì 14 luglio, uno sciopero di 8 ore rivolto a tutti i lavoratori del gruppo e accompagnato dal presidio iniziato alle 9 in piazza Duomo.

Una protesta che finora ha fatto registrare una discreta partecipazione, con oltre un centinaio di lavoratori in piazza. Oltre a quelli di Govone, di fronte al municipio albese ci sono i colleghi della produzione dagli stabilimenti di Pollenzo, di Castagnole delle Lanze e della stamperia Sublitex di strada Tagliata. Minore invece la rappresentanza dei dipendenti provenienti dal centro direzionale di via Santa Barbara, mentre insieme ai manifestanti del gruppo tessile si registra una rappresentanza di cassaintegrati della Mondo Toys di Gallo Grinzane.


IL SINDACO BO: "AL LAVORO
SU RICOLLOCAZIONI E ANTICIPO CASSA.
A FINE MESE CONSIGLIO COMUNALE APERTO"

"La politica deve dare risposte concrete – ha detto loro il sindaco albese Carlo Bo –. Il nostro è un territorio sano e deve essere in grado di affrontare quella che è una vera e propria tragedia per 151 famiglie. Abbiamo avviato una serie di incontri con aziende del territorio per ricollocare chi non verrà pensionato o ricollocato internamente".

"A fine mese terremo un Consiglio comunale aperto per lavorare a una soluzione dei problemi", ha annunciato ancora il primo cittadino, spiegando poi che "Banca d’Alba ha dato disponibilità ad anticipare la cassa integrazione, mentre Apro collaborerà nei percorsi di ricollocazione con corsi di formazione con costi sostenuti dal Comune".



DOMANI NUOVO CONFRONTO
TRA SINDACATI E AZIENDA

Alla protesta, nel pomeriggio di domani seguirà un nuovo incontro coi vertici aziendali, col professionista incaricato di liquidare la controllata di Miroglio Textile e con i responsabili della gestione del personale della multinazionale.

Un confronto, quello di domani, che segue il lungo incontro che sindacati e azienda hanno tenuto venerdì scorso, dopo la manifestazione che in quella mattinata aveva portato alcune decine di lavoratori della Stamperia a protestare davanti ai cancelli della sede Miroglio di via Santa Barbara ad Alba.

"Un riunione lunga e articolata – spiegano Angelo Vero (Cisl), Maria Grazia Lusetti (Cgil) e Vito Montanaro (Uil) – con la quale siamo entrati nel merito del percorso che attende i 151 dipendenti della Stamperia se l’azienda non farà un passo indietro rispetto alla decisione annunciata martedì scorso".

Una strada che prevederebbe per gli esuberi solamente gli ammortizzatori sociali – 12 mesi di cassa integrazione per cessazione, che dovrà essere chiesta dal liquidatore, e altri 24 mesi di disoccupazione, considerato che tutti i dipendenti hanno oltre 4 anni di anzianità – e la ricerca di una ricollocazione non facile per buona parte di questi lavoratori, considerato anche che parliamo di addetti che hanno un’età media di 50 anni.

Un periodo di tre anni ai quali, per la ventina di loro più vicini al traguardo della pensione, potrebbe aggiungersi un altro anno di contribuzione volontaria a carico dell’azienda, hanno richiesto i sindacati, che intanto confidano in uno spiraglio da parte dell’azienda nel trovare una ricollocazione all’interno del gruppo per alcune altre decine di loro.

Un primo gruppetto potrebbe essere chiamato a seguire la dozzina di operai già distaccati presso lo stabilimento M2Log di Pollenzo, dove si attende la partenza della seconda linea di produzione della mascherine chirurgiche avviata nelle scorse settimane.


PREOCCUPAZIONE PER IL DESTINO
DI CASTAGNOLE DELLE LANZE
Sulla ricollocazione dei rimanenti addetti, interna ed esterna  all’azienda, si concentra l’appello che i sindacati rivolgono  alla Miroglio come alle istituzioni del territorio, non nascondendo intanto la preoccupazione per un altro fronte di crisi che la scelta di Govone potrebbe aprire a stretto giro.

Si tratta dello stabilimento M2Log di Castagnole delle Lanze, dove una sessantina di addetti è occupata in attività di controllo, spedizione e logistica finora destinate in buona parte ai tessuti provenienti da Govone. Se verrà a mancare la principale commessa, il rischio è quello di un effetto dominio che potrebbe portare il conto degli esuberi sopra i 200 addetti.

Pietro Ramunno

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