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Al Direttore | 17 luglio 2020, 18:11

Cavallermaggiore, i residenti della provinciale per Monasterolo di Savigliano: "Sistemate il manto stradale. Le vibrazioni rendono la nostra vita impossibile!"

Appello da parte di alcuni residenti. Le continue vibrazioni causate dalle cattive condizioni del manto stradale contribuirebbero a provocare danni anche a una persona affetta da una malattia rara

Un tratto della provinciale 129 che collega Cavallermaggiore a Monasterolo di Savigliano

Un tratto della provinciale 129 che collega Cavallermaggiore a Monasterolo di Savigliano

Pacifica ma decisa protesta da parte di alcuni residenti che vivono sulla provinciale 129 che collega Cavallermaggiore a Monasterolo di Savigliano.  

Gli abitanti in questione hanno inviato alla nostra redazione una lettera per raccontare i disagi che quotidianamente sono costretti ad affrontare a causa delle pessime condizioni del manto stradale. Una lettera che rappresenta un autentico appello agli enti competenti, al fine di risolvere quanto prima l’annoso problema.

Le buche e le lesioni dell’asfalto sarebbero la causa di fortissime vibrazioni. Al passaggio di mezzi pesanti, inoltre, la sensazione avvertita all’interno delle case sarebbe alquanto terrificante, con effetti simili a una scossa di terremoto. Ma c’è di più! Una donna che abita nella zona è affetta da una patologia rara certificata e le forti vibrazioni contribuirebbero anche a provocarle seri problemi ai polmoni. Le abitazioni in questione si trovano a poco più di 2 km dal Comune di Cavallermaggiore, ma la manutenzione di quel tratto di strada sembrerebbe di esclusiva competenza della Provincia.

Circa 5 anni fa l’opera di rifacimento del manto stradale si sarebbe fermato a una trentina di metri dal tratto in questione, ma oggi il problema per quelle famiglie è diventato insostenibile. Le precedenti lamentele presentate ai vari uffici pubblici non hanno sortito gli effetti sperati. Da qui l’appello alla Provincia per porre fine ad ansie e disagi. Di seguito vi proponiamo la lettera (firmata) pervenuta in redazione:

“Dicembre 1994 Praga, gita di quinta superiore. Una cinquantina di diciottenni incantati e straniti da un lungo rettilineo perfettamente liscio e con figure geometriche date dall’asfalto grigio chiaro intervallato da rettangoli quadrati perfetti di catrame nuovo ai nostri occhi, evidente simbolo di povertà, visto che le nostre strade ricche vengono ripavimentate da cima a fondo periodicamente. Luglio 2020, Provincia di Cuneo, quella ricca, grande e opulenta dove a percorrere le strade sembra ormai di viaggiare sui mezzi cingolati.

Quella dove i “rattoppi” non sono perfette figure geometriche, ma “palate” di catrame messe qua e là da solerti operai e subito rubate dal passaggio delle auto, che ovviamente neppure viene impedito. Situazione nota a chiunque si trovi a dover percorrere una Statale, quindi anche ai vari Amministratori del Bene pubblico che si suppone non viaggino in Space Shuttle ma in auto come tutti i comuni mortali, ma la coperta è corta e la pavimentazione costosa. Quindi se come noi ti trovi ad avere un’abitazione che si affaccia su una strada provinciale, la 129 nel nostro caso, vivi tra tremori continui delle tue pareti domestiche ad ogni passaggio di auto e moto che sempre più spesso sembrano prendere la velocità adatta per il decollo e peggio ancora il passaggio di mezzi pesanti di cui le nostre strade abbondano.

Se poi ti ritrovi anche ad avere un familiare con malattia rara e con LAM polmonari per le quali le continue vibrazioni contribuiscono alla formazione di pneumotorace con conseguente intervento, allo stato delle cose già tre, capisci che forse quella ricca e non solo in termini economici era la Repubblica Ceca, ai nostri occhi così impoverita dai vari regimi. Una domanda sorge spontanea: ma a una turista che viene a sorseggiare un fantastico Barolo nelle nostre Langhe o a sciare in una delle nostre venti vallate o a visitare i nostri borghi ricchi di storia e di straordinaria bellezza con moderne strutture ricettive e siti storici, Patrimonio dell’Umanità, cosa ne penserà di noi?”

Redazione

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