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Ad occhi aperti | 18 luglio 2020, 18:33

Lavoro di squadra e fiducia istintiva - IT (parte 1 e 2)

La forza del numero, la voglia di fare del bene unendo le capacità e le peculiarità di ciascuno senza badare troppo alle differenze è qualcosa che al giorno d’oggi s’insegna in corsi e master, ma che un adolescente conosce in modo istintivo

I protagonisti di "IT - parte 1"

I protagonisti di "IT - parte 1"

“IT – capitolo 1 e 2” sono una coppia di film usciti nel 2017 e nel 2019, di produzione americana, scritti da Chase Palmer, Cary Fukunaga e Gary Dauberman a partire dal romanzo omonimo di Stephen King, e diretti da Andy Muschietti.

La vicenda vede come protagonisti, in due diverse fasi della propria vita, il gruppo di amici composto da Bill, Richie, Eddie, Stan, Ben e Beverly, impegnati a fronteggiare una misteriosa creatura soprannaturale che da decenni infesta la cittadina di Derry nel Maine (da cui tutti e sei provengono e alla quale ritorneranno da adulti): cresceranno e impareranno molto su se stessi e sugli altri, ma alcuni di loro pagheranno un prezzo fin troppo alto nella lotta contro “IT”.

Che piaccia o meno questo 2020 – nonostante il, o forse proprio a causa del, periodo di lockdown – sta viaggiando a velocità raddoppiata. E questo, per le famiglie e i ragazzi in età scolare, significa che la metà di settembre in cui sarà necessario ritornare sui banchi di scuola si fa sempre più vicina.

Le nubi sull’argomento “ritorno a scuola” sono ancora molte e la confusione regna ancora sovrana; unica, apparente, certezza è che la didattica digitale e a distanza rimarrà elemento cardine del prossimo anno scolastico. Per questo, a Milano, alcuni studenti liceali hanno deciso di realizzare la piattaforma pc4u.tech, un portale davvero semplice che mette in relazione - gratuitamente – la domanda e l’offerta di tablet o pc usati: il divario digitale tra le famiglie italiane è certamente uno degli scogli principali per il buon funzionamento della DAD, e questo può essere un modo semplice ed efficace per superarlo.

A colpirmi di più di questa notizia è stata, ovviamente, l’età dei promotori dell’iniziativa. Essere messo davanti a una realtà come quella - terribile – del Coronavirus a soli 18 anni, e reagire facendo fronte comune nel cercare di rendere più agevole la vita e la concretizzazione di un diritto come quello allo studio, non è da tutti. Uno sforzo encomiabile nella sua “semplicità”, da cui molti di noi dovrebbero imparare tanto. E che mi ha fatto tornare in mente l’epopea – letteraria e cinematografica – del “Club dei Perdenti” protagonista del romanzo probabilmente più celebre di Stephen King.

La pellicola divisa in due parti, pur a mio parere fallendo nel proporre un adattamento orrorifico particolarmente convincente, riesce alla grande nel tratteggiare il rapporto tra i sei membri del gruppetto di amici. E, anche, nel dimostrare come il gruppo, unito, non fatichi poi molto ad affrontare le varie trappole che la creatura conosciuta con l’aspetto di “Pennywise il Clown” tende loro continuamente: per quanto sia antico e malvagio e potente, IT è uno soltanto e non ha idea di cosa possa voler dire lavorare in gruppo. Faticare, soffrire anche, in tanti per il raggiungimento di uno scopo comune.

Che i protagonisti del romanzo e dei film – e dell’adattamento seriale degli anni ‘80, ovviamente – siano un gruppo di giovani ragazzi, poi, è emblematico. Perché la forza del numero, la voglia di fare del bene unendo le capacità e le peculiarità di ciascuno senza badare troppo alle differenze oppure sopportandole il più possibile è qualcosa che al giorno d’oggi s’insegna in corsi e master, ma che un adolescente – forse tra le creature più sole dell’universo, potenzialmente – conosce in modo istintivo.

Ed ecco che cosa dovremmo imparare, più di tutto, per sconfiggere i grandi (e piccoli) demoni delle nostre vite e del nostro tempo. A (af)fidarci l’un(o del)l’altro.

simone giraudi

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