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Attualità | 23 luglio 2020, 07:45

Italia Nostra di Alba scrive a Regione e sindaci: “preoccupante la problematica ambientale del fiume Tanaro”

La sezione, guidata dal presidente Sergio Susenna scrive alla Regione a tutte le Amministrazioni comunali del territorio. “Urge un piano di salvaguardia delle sponde fluviali, di contrasto efficace alle cause d’inquinamento del corso d’acqua e di confacente riassetto idrogeologico”. Preoccupano gli effetti che “deriveranno dal prospettato completamento dell’autostrada Asti-Cuneo”

Anno 2019: la "Marcia per il fiume" Tanaro

Anno 2019: la "Marcia per il fiume" Tanaro

La sezione albese di Italia nostra scrive alla Regione Piemonte e alle Amministrazioni comunali di Alba, Barbaresco, Castagnito, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Monchiero, Neive, Roddi, Santa Vittoria d’Alba e Verduno.

Oggetto della missiva: la “preoccupante problematica ambientale del fiume Tanaro”.

Il presidente Sergio Susenna esordisce spiegano come, negli ultimi tempi, sia tornata d’attualità la problematica ambientale del fiume Tanaro, “nel tratto della provincia cuneese di pertinenza albese, senza tralasciare gli effetti d’assetto idro-geologico e paesaggistici che nel correlato fondovalle deriveranno dal prospettato completamento dell’autostrada Asti-Cuneo”.

“Vengono messi in evidenza – continua Susenna – la scarsa manutenzione delle sponde, l’incessante abbandono di rifiuti in vari siti, qualche situazione specifica d’inquinamento, la necessità di provvedere all’aggiornamento della sentieristica con attrezzate aree di sosta.

Nel corso del tempo i problemi e le situazioni negative persistono, nonostante le istanze e le iniziative attuate da varie associazioni locali, tra le quali ‘Italia Nostra’, pur prendendo atto di qualche parziale risultanza positiva che è derivata da operazioni istituzionali”.

Proprio la sezione albese di “Italia Nostra”, infatti, sin dal 1972, in vario modo ed in molte occasioni, ha sollevato questioni irrisolte, evidenziando casi oltremodo negativi, prospettando l’istituzione di aree di tutela, ed esprimendo “osservazioni alla pianificazione territoriale nelle competenti sedi regionali e comunali”.

“Fra le nostre iniziative più recenti – prosegue il presidente – ricordiamo, nel 2017, la raccolta firme nell’ambito della petizione promossa dai sodalizi cebani ‘Amici del Fiume’ ed ‘Amici della Tanaria’, a favore della salvaguardia idro-geologica del Tanaro.
Nel 2019, poi, un documento di osservazioni al protocollo d’intesa tra i Comuni per aree naturali da salvaguardare lungo il Tanaro. Sempre nel 2019, la partecipazione alla ‘Marcia per il Fiume’, organizzata ad Alba da vari gruppi locali.

Sulla pianificazione territoriale lungo le sponde fluviali ed in particolari contesti ambientali, vale la pena ricordare ancora le proposte di ‘Italia Nostra’, che fin dal 1983 sono state avanzate e pubblicate per l’istituzione di aree protette nel fondovalle tra i territori di Cherasco e Neive (“Rii di San Giovanni ed area cheraschese”, “Tenuta di Pollenzo”, “Stagni presso il ponte di Alba”, “Rocche di Barbaresco”).

Ma anche la cooperazione per l’oasi fluviale nel territorio di Magliano Alfieri”.

Continua Susenna: “Oltre a quanto non è stato realizzato, il richiamo va pure alla necessità di revisionare l’assetto e di rendere maggiormente sicuro per gli utenti il ‘Parco del Tanaro’ ad Alba.

Tuttavia, anche l’inquinamento del fiume è stato ancora segnalato di recente nel tratto albese. Così evidenziano i dati del 2019 rilevati dalla cooperativa albese ‘Erica’. Andrebbe effettuata un’indagine mirata.

Quali le cause da accertare e perseguire: scarichi abusivi, eventuali perdite dalle fognature, il versamento contaminante da rii e torrenti affluenti, rifiuti di plastica e di vari materiali depositati sulle rive od altri fattori negativi?

La nostra sezione continuerà a prestare attenzione alla problematica ambientale del fiume Tanaro.

Così come non recederà dal ribadire la necessità di idonei interventi pianificatori, di salvaguardia delle sponde fluviali, di contrasto efficace alle cause d’inquinamento del corso d’acqua e di confacente riassetto idrogeologico”.

redazione

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