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Cronaca | 24 luglio 2020, 15:56

La Morra, a processo i presunti ladri ma della Statua del Vignaiolo nessuna traccia

In Tribunale ad Asti è iniziato il processo ai due indiziati del clamoroso furto avvenuto nel dicembre 2018, pochi giorni prima che il monumento ritornasse al suo posto dopo i lavori per il belvedere Unesco di piazza Castello

L'opera del Munciguerra, fotografata prima dei lavori che nel corso del 2018 interessarono il belvedere

L'opera del Munciguerra, fotografata prima dei lavori che nel corso del 2018 interessarono il belvedere

E’ iniziato ieri, giovedì 23 luglio, in Tribunale ad Asti (giudice Claudia Beconi, pubblico ministero Laura Deodato) il processo che vede il 44 di origine albanese Xhambazi Zanir e il 39enne romeno But Oscar Alexandru chiamati a rispondere insieme ad alcuni complici resisi irreperibili di una serie di furti commessi in danno di diversi cantieri edili tra la Langa, l’Astigiano, l’Alessandrino e la Liguria.

Tra gli oltre venti trafugamenti che vengono imputati alla banda, figura il colpo che nella notte di domenica 16 dicembre 2018 portò alla clamorosa sparizione del monumento al Vignaiolo d’Italia, imponente scultura in bronzo dell’artista Antonio Munciguerra, trafugata dal magazzino comunale dove era stata riposta nell’aprile di quell’anno per fare spazio al cantiere di riqualificazione del belvedere di piazza Castello, sparita pochi giorni prima dell’inaugurazione della stessa – prevista per il sabato successivo – e del suo ritorno nello spazio che aveva occupato ininterrottamente per quasi mezzo secolo.

Difeso dall’avvocato Gianluca Bona, Xhambazi Zanir sarà processato col rito abbreviato il prossimo 17 novembre, mentre But Oscar Alexandru sarà processato a Pavia, avendo il giudice accolto un’eccezione di competenza territoriale sollevata dalle difese dei diversi imputati.

"Purtroppo l’opera non è mai stata ritrovata", fa sapere il sindaco lamorrese Marialuisa Ascheri, all’indomani dell’udienza alla quale ha partecipato, chiedendo e ottenendo la costituzione di parte civile del Comune, col patrocinio dell’avvocato albese Silvia Calzolaro.

“Le indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Bra e dalla Procura della Repubblica di Asti – spiega il primo cittadino – hanno portato a un primo significativo risultato: l’identificazione di due presunti colpevoli. Confidiamo nella giustizia affinché gli imputati abbiano una pena esemplare. Il furto ha colpito il simbolo più forte e più vivo della nostra terra. Nel 1972 il Comune di La Morra aveva realizzato il monumento al Vignaiolo italiano con enorme sacrificio economico al fine di valorizzare l’umile, ingrato e misconosciuto lavoro dei contadini. La statua era una presenza costante per gli studenti nella ricreazione, nelle foto di classe, nei giochi in piazza, per noi tutti nelle soste sulle panchine, nelle uscite serali e nelle fotografie di migliaia di turisti. Per questo, ciò che preme a noi lamorresi è sapere che fine ha fatto. Attendiamo l’esito del processo, ma l’anima e il cuore del monumento al Vignaiolo d’Italia insieme ai segreti in esso contenuti non sono stati rubati. Erano nel basamento e ora gelosamente custoditi pronti per essere ricollocati su piazza Castello”.

Redazione

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