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Eventi | 28 luglio 2020, 11:26

Si testa il tracciato della 100 miglia Monviso: 166 chilometri e 8mila metri di dislivello intorno al Re di Pietra

Il 31 agosto parte l’edizione zero: allo start una ventina di atleti, volta a verificare nei minimi dettagli gli aspetti tecnico-sportivi dell’iniziativa. L’intenzione è quella di accogliere – nel 2021 – una 100 miglia di livello internazionale, in grado di diventare uno dei grandi eventi del settore. Al centro, ovviamente, il Monviso

Immagine di repertorio

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166 chilometri di tracciato, 8mila metri di dislivello positivo.

Sono le due caratteristiche principali dell’edizione zero della 100 miglia Monviso, la nuova scommessa firmata Terres Monviso in programma venerdì 31 luglio prossimo. Un trail di lunga distanza nato dall’intuizione di Mauro Calderoni, sindaco di Saluzzo, lanciata lo scorso settembre 2019, a margine del Tour Monviso Trail.

Saluzzo è capofila di un progetto che si è sviluppato in un incontro italo-francese avvenuto a Pontechianale, alla presenza del direttore del Turismo di Serre Poncon. Obiettivo: organizzare da entrambi i versanti delle Terres Monviso una grande gara internazionale dedicata ai runner, con un evento con atleti da tutto il mondo, migliaia di persone nel pubblico, associazioni ed enti di territorio, decine di rifugi e Comuni coinvolti, una location spettacolare.

È nata così l’edizione 2020, un numero zero, nel pieno rispetto delle normative Covid 19, volta a verificare nei minimi dettagli gli aspetti tecnico-sportivi dell’iniziativa. Partirà nel pomeriggio di venerdì 31 luglio da Saluzzo: i partecipanti dovranno cimentarsi negli 8000 metri di dislivello, in (appena) 26 ore e 30 minuti di tempo stimato.

Una sorta di “rodaggio” per testare la macchina organizzativa, vista l’intenzione di accogliere – nel 2021 – una 100 miglia di livello internazionale, in grado di diventare uno dei grandi eventi del settore. Al centro, ovviamente, il Re di Pietra.

Il gruppo di lavoro è già operativo. – spiega Carlo Degiovanni, consulente tecnico dell’intero progetto, coadiuvato da Giorgio Pelissero, membro del CdA del Parco del Monviso – L’edizione zero non avrà finalità agonistiche ma esclusivamente di verifica del percorso.

È un test indispensabile a individuare ed eventualmente far emergere le problematiche tecniche e organizzative che devono trovare soluzione in vista dell’edizione numero 1”.

Lo staff organizzativo della 100 miglia è composto da Parco del Monviso, Unioni Montane Valle Varaita e Comuni del Monviso, Città di Saluzzo e Fondazione Amleto Bertoni, in qualità di ente organizzatore.

IL RITROVO

Il ritrovo dei partecipanti è previsto a Saluzzo, in piazza Castello, dalle ore 16 di venerdì 31 luglio.

Parteciperanno una ventina di atleti, coadiuvati in differenti punti del percorso dalle associazioni podistiche che sostengono la manifestazione: Gian Luca Barbero, Paolo Bert, Gianluca Bertolotti, Daniela Bonnet, Roberto Cavallo, Simone Cavallo, Daniele Giacalone, Maddalena Lanzilotti, Alessandro Nibbio, Renzo Paschetto, Marina Plavan, Giovanni Poetto, Omar Riccardi, Mirko Rossetto, Massimo Vanzetti, Marco Degasperi, Elisa Desco, Franco Collè, Virginia Turini.

Per evitare assembramenti, le partenze saranno scaglionate a partire dalle ore 17 e verrà richiesto al via di indossare la mascherina, da portare in zaino lungo il tragitto per farne uso in caso di necessità.

LA ROAD MAP

Dalla partenza (P.zza Castello Saluzzo – quota 400 mt circa) si sale su via San Lorenzo, e dopo aver superato la Comunità Cenacolo, si svolta a sinistra in breve discesa e si prosegue in falsopiano fino a raggiungere Pilone Botta. Dopo 1 chilometro circa di sterrato si prende a la discesa verso Castellar (il bivio è in prossimità di una pineta). La discesa verso Castellar non presenta particolari bivi o possibilità di errore e in linea di massima ove non sono presenti indicazioni “Castellar” bisogna tenere la destra sempre in discesa.

Quasi al termine della discesa e con ormai ben visibile l’abitato davanti a sé, si incontra una chiesetta prima di un piccolo gruppo di case e si torna sull’asfalto. Attraversata la strada provinciale nella rotonda si entra in Castellar dove vi sarà un primo ristoro idrico e accoglienza da parte della municipalità.

Dopo una ripida salita si procede in cresta sullo spartiacque tra la Valle Bronda e la bassa Valle Po. Si toccano le chiesette di San Grato, Sant’Eusebio e San Michele, e si giunge alla località Prà Malan dove è presente una fontana. Di qui prendendo il sentiero davanti alla fontana si sale rapidamente per poi cominciare a percorrere la cresta spostandosi su questo o quel versante.

Dopo aver toccato le chiesette di San Bernardo di Brossasco e San Bernardo di Gilba ed effettuato una ultima ripida salita su cresta verso Bric la Plata (1741 metri) si scende su un pratone verso il colle di Gilba (1524 metri) dove sarà presente l’Associazione Gilba Viva per un ristoro volante.

Dal colle di Gilba si svolta a destra scendendo al Rifugio Bertorello (1375 metri) su sentiero segnalato e facilmente individuabile prima su un tratto di “single track” abbastanza ripido e poi su un sentiero più largo ed agevole in leggera discesa. Dal rifugio si sale su una strada forestale fino a raggiungere il Rifugio Pian Munè (1500 metri) dopo circa 32 chilometri (ed un tempo approssimativo di 5, 6 ore) dalla partenza. Qui sarà allestito un punto di ristoro solido.

Dal Rifugio di Pian Munè si scende per un breve tratto di sentiero fino a raggiungere la pista che in leggera risalita porta alla Croce Tournour (1550 metri). Superata la Croce Tournour la pista prosegue in discesa con pendenze variabili. Una deviazione a sinistra nei pressi della borgata Serre di Oncino (1215 metri) immette su una pista erbosa sovrastante un canale coperto che condurrà gli atleti nei pressi del capoluogo Oncino (1236 metri) che sarà raggiunto superando una breve salita su asfalto, e dove è previsto il punto di ristoro a cura dell'Associazione StellAlpina e del Comune.

Da Oncino deviazione a destra in direzione Madonna del bel Fo (1160 metri) che si raggiunge in discesa su facile sentiero senza deviazioni. Superata la bella chiesetta si scende su una strada erbosa con una serie di ripidi tornanti e si giunge sulla strada asfaltata seguendo la stessa in discesa fino al ponte di Oncino (900 metri).

Superato il ponte ci si immette sulla provinciale che sale a Crissolo. Dopo circa 700 metri di asfalto (e due tornanti) si imbocca un sentiero sulla destra (ad un bivio segnalato) che porta alla Borgata Ciampetti (1131 metri). Dalla Borgata Ciampetti una strada asfaltata conduce ad Ostana (1350 metri).

Ad Ostana presso il Rifugio Galaberna ci sarà la possibilità di usufruire di un punto ristoro e del servizio borse. Dal rifugio si prosegue poi in leggera discesa su asfalto per circa 200 metri per poi imboccare, sulla destra, un sentiero (deviazione segnalata) che conduce sulla strada asfaltata di accesso alla borgata Ciampagna (1400 metri). Una volta superata, si prosegue su strada asfaltata per circa 1,5 chilometri. Prima di raggiungere la borgata Bertolini una deviazione a sinistra (segnalata) su sentiero conduce alla frazione Borgo di Crissolo. Si svolta a sinistra immettendosi nel Borgo e percorrendo un sentiero di cresta si raggiunge il Santuario di San Chiaffredo. Da qui breve discesa su Crissolo (1330 metri). Siamo a 62 chilometri circa, orario previsto per i migliori ore 3.

Da Crissolo si prosegue su tracciato Tour Monviso Trail transitando per il Rifugio Pian della Regina con ristoro liquido presso la Baita della Polenta e Pian del Re (2000 metri). Dal Pian del Re si raggiunge il confine con la Francia attraversando il Buco di Viso al Passo Traversette (quota 2880). Si prosegue dunque in territorio francese transitando al Refuge du Mont Visò (2460 metri) proseguendo, poi, per il rientro in Italia attraverso il Passo di Vallanta (2811 metri).

In discesa si raggiungerà il Rifugio Vallanta (2444 metri) dove è previsto un ristoro solido e liquido. Una facile discesa conduce a Grange Gheit (1910 metri) dove occorrerà svoltare a sinistra (sentiero per Passo San Chiaffredo) con risalita fino a Pian Meyer (2150 metri).  Qui si svolta a destra e su sentiero ondulato si raggiunge il Rifugio Bagnour (2017 metri). Poi, su facile discesa su sentiero si raggiunge la Borgata Alboin e poi su asfalto sempre in discesa la Borgata Bertines. Da qui un sentiero raggiungerà Casteldelfino (1285 metri) e la località “Casermette” (circa 100 chilometri percorsi) dove sono previsti una seconda base di consegna borse ed un punto ristoro.

Da Casteldelfino comincia la fase di rientro verso il traguardo. Dopo un primo tratto di facile percorrenza che percorre una strada sulla sponda orografica destra del torrente Varaita si attraversa la Provinciale (ponte di Caldane) e si ricomincia a salire su un sentiero che costeggia i tornanti di Casteldelfino.

Si giunge alla borgata di Caldane, la si attraversa e si imbocca il sentiero del Valle Varaita Trekking. Si procede in costa transitando nei paraggi della Borgata Ciampanesio (1517 metri) anche se non la si tocca. Si procede sempre in costa e senza particolari dislivelli fino a superare le borgate Pui e Vernè (entrambe scostate dal percorso che ora è diventato strada.

Poco oltre si ricomincia a salire più decisi in direzione Colle di Luca (senza raggiungerlo) e ad una quota di circa 2100 metri si prende a destra un lungo traverso che in leggera ma costante salita porta ai 2320 metri della Cappella della Madonna Alpina. Di qui si ricomincia a scendere per andare ad incrociare il sentiero (presso Baita del Lupo, 1738 metri) che, prima in salita e poi in discesa, porta ai 1714 metri del Colle del Prete, dove è predisposto un ristoro liquido.

Dal Colle del Prete si svolta a destra e con diversi saliscendi si procede verso il Passo di Malaura e il Monte Ricordone (1764 metri). Da qui un sentiero prima ripido su terreno erboso e poi più agevole porta alla cappella di San Bernardo delle Sottule (1158 metri), per imboccare una comoda carrareccia che porta con facilità al Santuario della Madonna della Betulla (1168 metri) e, superato il Santuario, alla deviazione a sinistra che ci immette nel Vallone di Gilba del quale si raggiunge in località Borgata Piano la strada asfaltata che conduce a Brossasco (600 metri). Dal concentrico di Brossasco si raggiunge, a breve distanza, la Porta di Valle dove sarà previsto un punto di ristoro.

Dalla Porta di Valle di Brossasco si sale fino a raggiungere il concentrico del Comune di Isasca (683 metri). Superato il paese si sale sulla destra fino a Pian del Colletto (904 metri) ed alla Cappella di San Bernardo del Vecchio (1160 metri).

Si prosegue in discesa toccando la chiesa di Santa Cristina dove sarà allestito un ultimo ristoro. Di lì, percorrendo la Cresta di Santa Cristina, ci si immetterà nell’ultimo tratto già percorso nell’avvio del tracciato che, in breve, condurrà a Saluzzo.

UNA SFIDA DA RACCONTARE

L’appuntamento del 31 luglio sarà l’inizio della promozione della 100 miglia del Monviso 2021.

Per questo, pubblico privilegiato dell’edizione numero zero saranno alcuni giornalisti di settore, già accreditati per seguire, in loco o a distanza, l’impresa. Si tratta di Dino Bonelli, Mau Scilla, Davide Grazielli, Claudio Primavesi, Fred Bousseau, Denis Piccolo, Gianluca Gaggioli e Francesco Gentilucci.

Ni.Ber.

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