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Attualità | 29 luglio 2020, 10:13

Stamperia Miroglio, stallo nella trattativa tra azienda e sindacati. Domani il Consiglio comunale aperto

Parti ancora lontane sulla richiesta della cassa integrazione e sull’entità della buonuscita che l’azienda offrirebbe ai lavoratori

Il presidio dei lavoratori di Govone ieri ai cancelli della Miroglio di Alba

Il presidio dei lavoratori di Govone ieri ai cancelli della Miroglio di Alba

E’ ancora in una fase di stallo la trattativa che contrappone il Gruppo Miroglio e i 151 dipendenti della Stamperia di Govone, stabilimento di cui la multinazionale tessile ha deciso la chiusura lo scorso 7 luglio.

Ieri, martedì, in via Santa Barbara è andato in scena il quarto confronto tra azienda e sindacati di categoria, accompagnato da un presidio di lavoratori che per qualche ora ha anche occupato l’accesso carraio al quartiere generale dell’azienda.

Il confronto tra l’azienda, rappresentata dal responsabile del personale, e i segretari delle sigle di categoria Angelo Vero (Femca Cisl), Vito Montanaro (Uiltec Uil) e Maria Grazia Lusetti (Filctem Cgil), non ha però fatto registrare significativi passi in avanti rispetto all’incontro di giovedì scorso, interrompendosi anzi a metà giornata per iniziativa della parte sindacale, sulla ferma posizione aziendale di non voler richiedere a favore dei dipendenti la cassa integrazione straordinaria per cessazione prima che venga definito un accordo quadro che riguardi tutti i diversi punti oggetto della trattativa.

"Una pregiudiziale che non possiamo accettare, visto le cifre sulle ricollocazioni (da 22 a 334 addetti, ndr) e soprattutto sul capitolo economico", avevano fatto sapere Montanaro, Vero e Lusetti, riferendosi all’altro punto sul quale le parti si sono confermate distanti anche dopo che l’incontro è successivamente ripreso, grazie anche all’intercessione operata sul posto dal capitano Giacomo Conte, comandante dei Carabinieri albesi, anche ieri presenti in via Santa Barbara: un’offerta di "buonuscita" quantificata in 7.500 euro lordi ad addetto, una cifra che i sindacati giudicano "non in linea con altre situazioni simili in provincia e anche con le ultime uscite volontarie all'interno dello stesso gruppo", oltre che insufficiente a garantire agli addetti un sufficiente sostegno al reddito durante i 12 mesi di cassa e 24 di disoccupazione.    

L’incontro è stato nuovamente sospeso e il confronto si è spostato fuori dall’azienda, dove il responsabile del personale ha incontrato i lavoratori presenti per illustrare loro le ragioni dell’azienda.

In attesa di aggiornamenti il tema sarà affrontato nel corso del Consiglio comunale aperto che il presidente dell'assemblea albese ha convocato per domani pomeriggio, giovedì 30 luglio, alle ore 17.

Seguendo le direttive dettate dall’emergenza Covid-19, in sala Consiglio siederanno il presidente, il sindaco Carlo Bo, i consiglieri comunali e il segretario generale.

Il Consiglio sarà però trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube “Città di Alba”, dalla sala “Teodoro Bubbio” del Palazzo comunale. La diretta andrà anche in onda anche su un maxi schermo posizionato nell’androne del Municipio, sotto i portici del Palazzo comunale.

Redazione

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